domenica 11 gennaio 2026

Myroslav Marynovych: la conversione del cuore come fondamento della nuova Ucraina


Myroslav Marynovych: la conversione del cuore come fondamento della nuova Ucraina

di Carlo Sarno




INTRODUZIONE

Myroslav Marynovych (nato il 4 gennaio 1949) è un eminente attivista per i diritti umani, intellettuale e teologo, considerato un riferimento morale dell'Ucraina contemporanea. Ex dissidente sovietico, la sua vita testimonia una resistenza spirituale e civile incrollabile, profondamente radicata nella fede cristiana.

Percorso di Dissidenza e Prigionia
Negli anni '70, Marynovych divenne una figura centrale del movimento per i diritti civili in URSS:
Fondazione del Gruppo Helsinki: Nel 1976 fu tra i co-fondatori del Gruppo Helsinki Ucraino, associazione nata per monitorare il rispetto dei diritti umani previsti dagli Accordi di Helsinki.
Arresto e Gulag: A causa della sua attività, fu arrestato dal KGB nel 1977 e condannato a 7 anni di lavori forzati nei campi siberiani (Perm-36) e 5 anni di esilio in Kazakistan.
Esperienza Spirituale: La sua prigionia è descritta nel celebre memoriale The Universe behind Barbed Wire (L'universo dietro il filo spinato), dove narra come la fede in Dio e l'incontro con altri dissidenti abbiano trasformato la sofferenza in una vittoria morale dello spirito.

Ruolo nell'Ucraina Indipendente
Dopo il rilascio nel 1987 e la successiva riabilitazione, Marynovych ha continuato a plasmare la coscienza civile del Paese:
Università Cattolica Ucraina (UCU): Ha servito per oltre 16 anni come Vice-Rettore dell'UCU di Leopoli, dove ha fondato l'Istituto di Religione e Società. Attualmente ricopre il ruolo di consulente del rettore.
PEN Ukraine: È stato presidente e oggi è presidente onorario di PEN Ukraine, promuovendo la libertà di espressione e la cultura ucraina nel mondo.
Gruppo "1° Dicembre": Insieme a figure come Yevhen Sverstyuk, è membro fondatore di questo consiglio di saggi che interviene sui grandi temi etici e politici della nazione.

Il Pensiero: Fede, Verità e Libertà
Il suo pensiero è caratterizzato da una visione in cui la politica non può essere disgiunta dall'etica:
Guerra come Scontro Morale: Descrive l'attuale conflitto contro la Russia non solo come una difesa territoriale, ma come una lotta esistenziale tra la libertà (la "Cattedrale") e il ritorno alla schiavitù totalitaria.
Il Valore del Perdono: Nonostante le persecuzioni subite, Marynovych è un fautore della riconciliazione basata sulla verità, sostenendo che la vera vittoria risieda nel non diventare simili al proprio oppressore.



IL PENSIERO DI MYROSLAV MARYNOVYCH

Il pensiero di Myroslav Marynovych è una sintesi potente tra personalismo cristiano, etica dei diritti umani e filosofia della resistenza. Se Sverstyuk è stato l'architetto della "Cattedrale", Marynovych è colui che ha esplorato l' "Universo dietro il filo spinato", portando la luce del dissenso nelle istituzioni dell'Ucraina moderna.
Ecco i nuclei fondamentali della sua visione:

1. Il Gulag come Esperienza Metafisica
Per Marynovych, gli anni di prigionia non sono stati solo un trauma, ma una "rivelazione".
La Scoperta di Dio: In The Universe Behind Barbed Wire, descrive il lager come il luogo dove, spogliato di tutto, l'uomo incontra la propria essenza divina. La fede non è un rifugio, ma la forza che permette di non odiare il carceriere, mantenendo la propria superiorità morale.
L'Universo del Campo: Il filo spinato non divideva solo prigionieri e guardie, ma chi sceglieva la Verità da chi accettava la Menzogna. Questa distinzione rimane per lui il criterio cardine della vita civile.

2. La "Cordocrazia" e il Valore della Persona
Marynovych eredita la "filosofia del cuore" ucraina, portandola nel dibattito democratico:
Primato della Coscienza: Sostiene che nessuna legge o sistema politico possa funzionare se non è radicato nella coscienza individuale. Come insegnato all'Università Cattolica Ucraina (UCU), la democrazia senza valori morali scivola inevitabilmente nell'oligarchia o nel populismo.
La Persona come Fine: Contrappone il personalismo cristiano al collettivismo sovietico. Lo Stato esiste per la persona, e non viceversa.

3. La "Metanoia" Nazionale e il Superamento del Trauma
Marynovych è il teorico della guarigione dell'anima ucraina:
Uscire dal Vittimismo: Esorta gli ucraini a smettere di percepirsi solo come vittime della storia (Holodomor, repressioni). La Metanoia (conversione) consiste nel prendersi la responsabilità del proprio destino, passando dalla mentalità di "suddito" a quella di "cittadino".
Il Ruolo del Perdono: Ispirandosi a figure come Giovanni Paolo II e Nelson Mandela, Marynovych riflette sulla difficoltà ma sulla necessità della riconciliazione, che però deve poggiare sulla Verità e sulla Giustizia, mai sul silenzio o sull'oblio.

4. L'Ucraina come "Antenna Morale" d'Europa
Nell'attuale contesto bellico, il suo pensiero si è fatto profetico:
Resistenza ai Valori Anti-Umani: Vede l'invasione russa come un attacco al concetto stesso di dignità umana. L'Ucraina, difendendo se stessa, sta difendendo i valori fondanti dell'Europa che l'Occidente ha talvolta dimenticato per cinismo o pragmatismo.
La Missione dell'UCU: Ha trasformato l'Università Cattolica Ucraina in un laboratorio di questa "nuova Ucraina", dove si formano leader che vedono il potere come servizio e la competenza come strumento di bene comune.

5. Ecumenismo e Dialogo
Marynovych è un fautore del dialogo tra le fedi e tra le diverse anime dell'Ucraina:
Unità nella Diversità: Crede che la forza del Paese risieda nella sua capacità di essere una "Cattedrale" accogliente per diverse confessioni e culture, unite dal riconoscimento del Decalogo come base etica universale.

Marynovych trasforma il dolore del passato in una speranza attiva. Il suo pensiero ci dice che anche nel buio più fitto (il Gulag o la guerra), l'uomo possiede una luce interiore che nessuna forza esterna può spegnere se lui decide di restare fedele alla Verità.



IL RAPPORTO TRA FEDE E POLITICA

Per Myroslav Marynovych, il rapporto tra fede e politica non riguarda la creazione di uno "Stato teocratico", ma l'infusione di valori spirituali nel corpo della democrazia. Influenzato profondamente da Yevhen Sverstyuk, Marynovych ritiene che la politica senza un fondamento etico sia destinata a trasformarsi in una nuova forma di tirannia o di cinismo economico.
Ecco i cardini della sua visione su questo delicato equilibrio:

1. La Politica come Servizio (Diakonia)
Marynovych ribalta la concezione post-sovietica del potere come privilegio o strumento di arricchimento.
Il Potere come Responsabilità: Riprendendo il Vangelo, sostiene che chi governa deve essere "il servitore di tutti". La fede trasforma la politica da lotta per il dominio a cura del bene comune.
La missione dell'UCU: Presso l'Università Cattolica Ucraina, promuove una formazione per i politici che metta la competenza tecnica al servizio di una solida bussola morale.

2. Il Decalogo come "Costituzione Morale"
Marynovych sostiene che una democrazia non può reggersi solo sulle procedure (elezioni, leggi), ma necessita di un "consenso sui valori".
Valori Pre-politici: La fede offre alla politica quei valori che la politica stessa non può creare ma di cui ha bisogno per sopravvivere: l'onestà, il sacrificio, il rispetto della dignità altrui.
Non rubare, non mentire: Se il politico non osserva questi precetti morali di base (che sono cristiani ma anche universali), le istituzioni crollano sotto il peso della corruzione.

3. La Verità contro il Realismo Politico (Realpolitik)
Uno dei punti di maggior attrito tra Marynovych e la politica tradizionale è il concetto di Verità.
Contro il Cinismo: Marynovych critica la Realpolitik che sacrifica i valori in nome dell'interesse immediato. Per lui, la "Verità" (il Logos) deve essere il criterio ultimo. Se una decisione politica è basata sulla menzogna, essa è intrinsecamente fragile e distruttiva.
Esempio dei Dissidenti: Come i dissidenti sovietici hanno sconfitto un impero armati solo della verità, così la politica moderna deve ritrovare il coraggio di essere autentica.

4. Il Ruolo della Profezia nella Sfera Pubblica
Marynovych ritiene che la Chiesa e gli intellettuali credenti debbano esercitare una funzione profetica.
Voce Critica: La fede non deve essere "ancella" del potere politico (come accade nel modello del "mondo russo" o della sottomissione della Chiesa allo Stato). Al contrario, deve avere il coraggio di denunciare le ingiustizie dei governanti, agendo come la "coscienza" della nazione.
Il Gruppo 1° Dicembre: È l'esempio pratico di questo rapporto: un'autorità morale che non cerca voti, ma richiama la politica ai suoi doveri etici.

5. La "Metanoia" Civile
Per Marynovych, il cambiamento politico duraturo avviene solo attraverso la conversione del cuore.
Dall'interno all'esterno: Non si può avere un sistema politico "pulito" con cittadini disposti a mentire o a corrompere. La fede agisce alla radice, trasformando l'individuo (metanoia) e rendendolo un cittadino capace di costruire una società libera.
Libertà e Grazia: La libertà politica è un dono che richiede la grazia e lo sforzo spirituale per essere mantenuto. Senza fede nell'Assoluto, la libertà rischia di diventare arbitrio.

Per Marynovych, la fede è l' "impalcatura interna" (per usare un termine caro a Sverstyuk) che sostiene l'edificio della politica. Senza questa struttura morale invisibile, la "Cattedrale" della democrazia crollerebbe sotto il peso dell'egoismo umano.

"La politica è l'arte dell'organizzazione della vita comune, ma la fede è l'arte dell'organizzazione dell'anima. Senza un'anima organizzata, la vita comune diventa un caos." — Myroslav Marynovych



SKOVORODA E MARYNOVYCH

La relazione tra Hryhoriy Skovoroda (il "Socrate ucraino" del XVIII secolo) e Myroslav Marynovych è una straordinaria continuità di spirito che attraversa tre secoli. Per Marynovych, Skovoroda non è solo un oggetto di studio, ma il fondatore genetico della libertà interiore ucraina.
Ecco i punti cardine di questo legame:

1. La Scoperta nel Gulag: Il "Vangelo" di Skovoroda
Il momento più drammatico della loro relazione avviene nel campo di prigionia Perm-36.
Resistenza Metafisica: Nelle sue memorie "The Universe Behind Barbed Wire", Marynovych racconta come la figura di Skovoroda lo abbia aiutato a sopravvivere psicologicamente.
L'Uomo Interiore: Skovoroda insegnava che il "vero uomo" è quello interiore. Marynovych ha applicato questa lezione per restare libero dietro il filo spinato: se il tuo "castello interiore" (o cattedrale) è intatto, il KGB non può schiavizzarti.

2. La Filosofia del Cuore (Cordocrazia)
Marynovych è l'erede moderno della "filosofia del cuore" di Skovoroda.
Il Cuore come Bussola: Entrambi credono che la verità non si trovi nei libri o nelle ideologie, ma nel cuore umano dove parla Dio.
Contro il Razionalismo Arido: Marynovych critica la politica moderna (e quella sovietica) proprio perché ha dimenticato il cuore, trasformando le persone in numeri o strumenti, mentre Skovoroda metteva al centro la felicità dell'anima.

3. Il Concetto di "Lavoro Affine" (Srodna pratsya)
Questa è l'idea di Skovoroda secondo cui l'uomo è felice solo se segue la propria natura divina.
Vocazione Civile: Marynovych trasforma questo concetto in un'etica per l'Ucraina moderna. Sostiene che la corruzione e il malessere sociale derivino dal fatto che le persone occupano posti di potere senza una "chiamata" interiore.
Educazione all'UCU: Presso l'Università Cattolica Ucraina (UCU), Marynovych promuove un modello educativo skovorodiano: aiutare i giovani a trovare il proprio "lavoro affine" per servire il bene comune con gioia e onestà.

4. "Il mondo mi ha dato la caccia, ma non mi ha catturato"
Marynovych vede in questo celebre epitaffio di Skovoroda il manifesto del dissenso ucraino.
Indipendenza dal Potere: Come Skovoroda rifiutò cariche prestigiose per restare un pellegrino libero, Marynovych ha sempre rifiutato di farsi "catturare" dalle logiche del potere politico post-sovietico, preferendo restare una voce critica e indipendente.

5. La Difesa di Skovoroda contro la Propaganda
Insieme a Yevhen Sverstyuk, Marynovych ha lavorato per "liberare" Skovoroda dalle interpretazioni sovietiche che lo dipingevano come un ateo sociale.
Restauro Spirituale: Hanno restituito a Skovoroda la sua dimensione di mistico cristiano, presentandolo come il pilastro di un'Ucraina che è europea nel pensiero e cristiana nel cuore.

In sintesi, Marynovych è lo Skovoroda del nostro tempo: un pensatore che usa la filosofia non per spiegare il mondo, ma per insegnare come restare esseri umani integri nel mezzo della tempesta.



SVERSTYUK E MARYNOVYCH

La relazione tra Yevhen Sverstyuk (1928-2014) e Myroslav Marynovych (1949) è una delle più luminose del dissenso ucraino: un legame tra "maestro" e "discepolo" trasformatosi in una profonda fratellanza spirituale e intellettuale.
Ecco i pilastri del loro rapporto:

1. La successione generazionale del dissenso
Marynovych appartiene alla generazione successiva a quella di Sverstyuk. Quando Marynovych co-fondò il Gruppo Helsinki Ucraino nel 1976, Sverstyuk era già un'icona morale, un punto di riferimento che aveva tracciato la strada con il suo saggio La Cattedrale nell'impalcatura. Marynovych ha spesso dichiarato di aver attinto alla "verticale morale" di Sverstyuk per resistere agli interrogatori del KGB.

2. La "Cordocrazia" e la fede comune
Entrambi sono i massimi esponenti della filosofia del cuore applicata alla politica:
Etica Cristiana: Condividono l'idea che la resistenza al male non debba basarsi sull'odio per l'oppressore, ma sulla forza della propria fede.
Il Lager come accademia: Entrambi hanno vissuto l'esperienza del Gulag (Marynovych nel campo Perm-36). Nelle loro memorie, descrivono il campo di prigionia non solo come luogo di tortura, ma come uno spazio di straordinaria libertà interiore dove il "cuore ferito" incontra Dio.

3. Il Gruppo "1° Dicembre"
Dopo l'indipendenza, hanno lavorato fianco a fianco per decenni. Nel 2011 sono stati tra i fondatori del Gruppo di iniziativa 1° Dicembre, un'assemblea di saggi creata per dare una direzione etica alla nazione. Insieme hanno redatto appelli cruciali per la società civile, richiamando gli ucraini alla responsabilità personale e alla "verità nella vita pubblica".

4. L'eredità nell'Università Cattolica (UCU)
Marynovych, come vicerettore dell'Università Cattolica Ucraina a Leopoli, ha contribuito a istituzionalizzare il pensiero di Sverstyuk. L'UCU è oggi il luogo dove la "teologia del cuore" di Sverstyuk viene studiata e applicata alla formazione delle nuove classi dirigenti, portando avanti l'idea che non ci sia vera politica senza un fondamento morale.

5. Un'amicizia di "Luce"
Marynovych è stato uno dei più toccanti oratori al funerale di Sverstyuk nel 2014. Nel suo libro di memorie L'universo dietro il filo spinato, descrive Sverstyuk come l'uomo che gli ha insegnato che "l'impalcatura cade, ma la Cattedrale resta".
Oggi Marynovych è considerato l'erede spirituale vivente di Sverstyuk. 



METANOIA COME CONVERSIONE MORALE DEL POPOLO UCRAINO

Il concetto di metanoia (dal greco metanoia, "cambiamento di mente" o "conversione") è il cuore pulsante della filosofia di Yevhen Sverstyuk e Myroslav Marynovych. Per entrambi, l'indipendenza politica dell'Ucraina ottenuta nel 1991 era solo un guscio vuoto se non accompagnata da una profonda trasformazione interiore del popolo.
Ecco come i due pensatori hanno articolato questa "rivoluzione dello spirito":

1. La Metanoia come uscita dall' "Homo Sovieticus"
Sverstyuk e Marynovych hanno diagnosticato la stessa malattia: il virus dell'Homo Sovieticus.
La diagnosi: Settant'anni di totalitarismo avevano creato un uomo abituato a mentire, a delegare la responsabilità allo Stato e a vivere in una "doppia morale" (una pubblica e una privata).
La cura: La metanoia non è un atto religioso formale, ma il processo doloroso di estirpare la mentalità servile. Per Marynovych, è il passaggio dalla "paura del bastone" alla "responsabilità della libertà".

2. Il "Pentimento" non come colpa, ma come Liberazione
Nelle riflessioni del Gruppo 1° Dicembre, di cui entrambi furono pilastri, la metanoia viene presentata come un atto collettivo:
Sverstyuk insisteva sul fatto che gli ucraini dovessero smettere di considerarsi solo "vittime" della storia. La conversione morale implica riconoscere le proprie complicità con il male del passato per potersene liberare.
Marynovych aggiunge una sfumatura teologica: la metanoia è l'atto di "voltarsi verso la Luce". Senza questo cambiamento di direzione, la democrazia diventa solo un paravento per la corruzione e l'oligarchia.

3. I Tre Pilastri della Conversione Morale
Secondo il loro pensiero congiunto, la metanoia del popolo ucraino deve poggiare su tre trasformazioni:
Dalla Menzogna alla Verità: Smettere di accettare la corruzione come "normale". Vivere nella verità (zhyty v pravdi) è l'unico modo per sanare il tessuto sociale.
Dall'Egoismo alla Solidarietà: Passare dall'atomizzazione sovietica ("ognuno per sé") a una comunità basata sul mutuo soccorso.
Dall'Odio al Valore: La conversione non deve essere mossa dall'odio per il nemico (il "cuore ferito" che cerca vendetta), ma dall'amore per la dignità umana.

4. Il Maidan come momento di Metanoia Collettiva
Sia Sverstyuk che Marynovych hanno visto nella Rivoluzione della Dignità (2013-2014) il segnale che la metanoia stava finalmente avvenendo a livello di massa.
Sverstyuk vide nei giovani del Maidan persone che avevano già compiuto la conversione interiore: erano pronti a sacrificarsi non per un'ideologia, ma per dei valori.
Marynovych descrive quel momento come una "trasfigurazione": il popolo ha smesso di essere una "massa" manipolabile ed è diventato una "nazione di persone libere".

5. La Metanoia come processo infinito
Marynovych, continuando il lavoro di Sverstyuk, ammonisce che la metanoia non è un evento che si conclude, ma una scelta quotidiana.
"Non basta abbattere le statue di Lenin se non abbattiamo il piccolo Lenin che vive dentro ognuno di noi" (concetto spesso citato da entrambi).

In sintesi
Per Sverstyuk e Marynovych, la metanoia è la transizione dalla sopravvivenza alla vita degna. È la guarigione del "cuore ferito" ucraino che, invece di chiudersi nel rancore, si apre alla responsabilità universale.

Ti piacerebbe analizzare un testo specifico del Gruppo 1° Dicembre (come la loro Dichiarazione Fondativa) in cui questi concetti di conversione morale vengono applicati alla politica ucraina?



LA DICHIARAZIONE FONDATIVA DEL GRUPPO "1° DICEMBRE"

La Dichiarazione Fondativa del Gruppo "1° Dicembre", presentata nel 2011 (nel ventesimo anniversario del referendum sull'indipendenza), è il documento in cui la visione di Sverstyuk e Marynovych sulla metanoia trova la sua applicazione pratica e politica.
I "Saggi" (così venivano chiamati i membri del gruppo) non scrissero un programma elettorale, ma un appello alla coscienza. Ecco i punti fondamentali in cui la conversione morale viene declinata come progetto civile:

1. La diagnosi: "Il Paese è in un vicolo cieco morale"
Sverstyuk e Marynovych aprono la dichiarazione con una constatazione durissima: l'Ucraina soffre di un'eclissi dei valori.
La critica: Denunciano che la politica è diventata "un business cinico" e la società è frammentata dall'odio e dalla sfiducia.
La Metanoia necessaria: Affermano che nessuna riforma economica o politica funzionerà se non avviene prima una "catarsi spirituale". La crisi non è finanziaria, è antropologica.

2. Il principio del "Vivere nella Verità"
Riprendendo il concetto caro al dissenso europeo (Havel, Solženicyn), la Dichiarazione pone la Verità come base della metanoia collettiva.
Conversione del linguaggio: Chiedono di smettere di chiamare il furto "successo" e la menzogna "pragmatismo".
Responsabilità personale: La metanoia inizia quando il cittadino smette di dare bustarelle, quando l'insegnante smette di falsificare i voti e quando il politico smette di promettere ciò che non manterrà.

3. "Stabilire un nuovo contratto sociale"
Per Sverstyuk e Marynovych, la conversione morale deve portare a un nuovo modo di stare insieme:
Dalla sottomissione alla partecipazione: Il popolo deve passare dal ruolo di "spettatore passivo" o "vittima del sistema" a quello di soggetto attivo.
La fiducia come capitale: La metanoia trasforma la sfiducia post-sovietica in capitale sociale. Senza fiducia reciproca (che nasce dall'onestà), non può esistere una nazione.

4. Il superamento del passato coloniale
Un punto centrale del loro pensiero comune è la decolonizzazione della mente.
La metanoia ucraina richiede di smettere di guardare a Mosca (o all'Occidente) come a padroni o salvatori.
L'Ucraina deve "guarire" dalla sua ferita coloniale ritrovando la propria voce autentica, quella della "Cattedrale" di cui parlava Sverstyuk.

5. L'appello ai giovani: "Siate voi il cambiamento"
La Dichiarazione si chiude con una visione profetica che anticipa di due anni il Maidan del 2013:
Incitano i giovani a non emigrare, ma a restare per costruire una "nuova qualità della vita".
Sostengono che la metanoia non si impone per legge, ma si diffonde per esempio. Il Gruppo "1° Dicembre" voleva essere quell'esempio: persone che non cercano il potere, ma servono la Verità.

Una citazione chiave della Dichiarazione:
"Noi non lottiamo contro qualcuno, noi lottiamo per l'essere umano in ognuno di noi. Il nostro obiettivo è la liberazione dello spirito ucraino dalle catene della paura, del cinismo e dell'indifferenza."

Questo documento ha preparato il terreno spirituale per la Rivoluzione della Dignità. Marynovych continua ancora oggi a pubblicare gli appelli del Gruppo, portando avanti la "candela" accesa da Sverstyuk.

Ti piacerebbe che analizzassimo come queste idee di metanoia e verità siano state utilizzate da Marynovych per commentare l'attuale resistenza ucraina alla guerra?



MARYNOVYCH E L'ATTUALE RESISTENZA UCRAINA

Myroslav Marynovych, portando avanti l'eredità di Yevhen Sverstyuk, interpreta l'attuale resistenza ucraina contro l'invasione russa non solo come un conflitto militare, ma come lo stadio finale e cruento di quella "metanoia" (conversione morale) iniziata decenni fa.
Per Marynovych, la guerra ha trasformato i concetti filosofici di Sverstyuk in realtà vissuta. Ecco come applica le idee di verità e metanoia al contesto bellico attuale:

1. La Guerra come Scontro tra due Antropologie
Marynovych sostiene che il conflitto non sia solo per il territorio, ma tra due modi opposti di intendere l'essere umano:
L'Uomo della "Cattedrale" (Ucraina): Un uomo che ha compiuto la metanoia, che ha scelto la libertà e la responsabilità personale. La resistenza ucraina è vista come l'atto di un popolo che preferisce morire piuttosto che tornare nell'impalcatura della servitù.
L'Uomo del Totalitarismo (Russia): Un uomo che non ha mai compiuto la metanoia post-sovietica, che vive ancora nella menzogna organizzata e nella sottomissione al "padrone".

2. La Guarigione definitiva dal Complesso di Inferiorità
Sverstyuk parlava spesso del "cuore ferito" ucraino umiliato dal colonialismo. Marynovych vede nella resistenza odierna la guarigione definitiva:
L'Ucraina ha smesso di chiedere il permesso di esistere.
La metanoia si è compiuta nel momento in cui il popolo ha smesso di sentirsi "vittima" e ha scoperto la propria forza morale. Marynovych cita spesso lo stupore del mondo davanti al coraggio ucraino come la prova che la "Cattedrale" interiore è stata ricostruita.

3. La Verità contro la "Logica del Male"
Marynovych riprende il concetto di Sverstyuk del "vivere nella verità" per spiegare la superiorità morale ucraina:
Mentre la propaganda russa si basa sulla distruzione del concetto stesso di verità (nichilismo), gli ucraini combattono per valori assoluti (famiglia, terra, libertà).
Per Marynovych, questa è la forma più alta di metanoia: passare dal cinismo post-sovietico alla riscoperta dei valori trascendenti.

4. Il Sacrificio e la Solidarietà: La "Liturgia" del Popolo
Riprendendo la teologia del cuore ferito, Marynovych vede nel volontariato e nel sacrificio dei soldati una forma di "preghiera collettiva":
La metanoia non è più un esercizio intellettuale, ma si manifesta nel pane condiviso nei rifugi e nel soccorso ai feriti.
È la realizzazione della visione di Sverstyuk: una nazione che diventa una comunità spirituale dove il "cuore dell'altro" è importante quanto il proprio.

5. L'Avvertimento per il Futuro (Il "Dopo Vittoria")
Fedele al rigore morale di Sverstyuk, Marynovych avverte che la metanoia non deve fermarsi con la vittoria militare:
Il pericolo dell'odio: Marynovych ammonisce che se gli ucraini si lasceranno consumare dall'odio cieco, diventeranno simili al loro oppressore, perdendo la propria anima (la Cattedrale).
La sfida della ricostruzione: Dopo la guerra, l'Ucraina dovrà affrontare una nuova metanoia: non permettere che il trauma bellico si trasformi in una nuova forma di autoritarismo o corruzione, ma mantenere la purezza morale nata nei giorni del pericolo.

Se Sverstyuk ha seminato l'idea che "l'anima è più forte della materia", Marynovych vede nella resistenza dell'Ucraina la fioritura di quel seme. La guerra, pur nella sua tragedia, è per lui il momento in cui il popolo ucraino ha definitivamente "cambiato mente" (metanoia), passando dall'essere un oggetto della storia a esserne il soggetto morale.



PRESERVARE I VALORI CRISTIANI

In tempo di guerra, la sfida per Marynovych è preservare la "Cattedrale interiore" senza permettere che l'odio la demolisca dall'interno. Ecco i punti cardine del suo pensiero attuale:

1. La distinzione tra "Odio Giusto" e "Odio Distruttivo"
Riprendendo il rigore di Sverstyuk, Marynovych affronta il tema più difficile: come restare cristiani mentre si combatte.
Rifiuto della cecità: Egli sostiene che la metanoia oggi consista nel trasformare la rabbia in energia di resistenza anziché in tossina che avvelena l'anima.
La citazione: Marynovych avverte spesso che "se combattendo il diavolo diventiamo come lui, il diavolo ha già vinto", sottolineando che la superiorità dell'Ucraina deve rimanere morale, non solo tecnologica.

2. La "Teologia del Vicino" e il Volontariato
L'UCU è diventata un centro di questa nuova prassi. Per Marynovych, il volontariato non è solo logistica, ma una forma di liturgia laica:
Incarnazione dei valori: Il valore cristiano si vede nella capacità di curare le ferite dell'altro (il rifugiato, il soldato, l'orfano).
Solidarietà come Metanoia: La guerra ha costretto gli ucraini a uscire dall'individualismo post-sovietico per entrare in una dimensione di sacrificio condiviso, che è l'essenza stessa del messaggio di Sverstyuk.

3. L'appello all'Occidente: "Non abbiate paura della Verità"
Marynovych utilizza la sua autorità morale per dialogare con le istituzioni religiose globali (inclusa la Santa Sede) e le università estere:
Contro il pacifismo astratto: Critica chi chiede la pace senza giustizia, ricordando che la "Verità" di cui parlava Sverstyuk non ammette compromessi con il male sistemico.
La missione dell'Ucraina: Sostiene che l'Ucraina stia "guarendo" l'Europa dal suo cinismo, ricordandole che esistono valori per cui il Logos si fa carne e sangue.

4. La Formazione dei Leader del Futuro
Presso l'Istituto di Ecumenismo dell'UCU, Marynovych lavora per formare una classe dirigente che non sia solo competente, ma dotata di quella "bussola morale" che Sverstyuk considerava indispensabile:
Leadership Etica: La convinzione è che la ricostruzione materiale dell'Ucraina fallirà se non sarà guidata da persone che hanno compiuto la metanoia interiore e che vedono il potere come servizio.

5. Il Perdono come Orizzonte Lontano
Marynovych è onesto: sostiene che oggi parlare di perdono sia prematuro e possa essere offensivo per le vittime. Tuttavia, prepara il terreno dicendo che la metanoia finale sarà la ricostruzione della giustizia, unico presupposto per una futura pace che non sia solo una tregua tra ferite aperte.



MARYNOVYCH E ZVARYCHEVSKA

La relazione tra l'etica di Myroslav Marynovych e la "resistenza pedagogica" di Myroslava Zvarychevska (1936-2015) rappresenta il passaggio di testimone tra due generazioni di dissidenti: quella che ha preservato l'anima ucraina nel silenzio e quella che l'ha resa la base per una nuova classe dirigente.

1. La "Scuola del Dissenso" come Resistenza Pedagogica
Per Myroslava Zvarychevska, la pedagogia era un atto di insurrezione culturale. Insegnante e linguista perseguitata, la sua azione si fondava sul "risveglio dell'anima" dei suoi studenti attraverso:
La Parola come Verità: Zvarychevska non insegnava solo la grammatica, ma il valore etico della lingua ucraina come spazio di libertà. La sua era una "resistenza pedagogica" contro la russificazione, volta a formare studenti che fossero innanzitutto persone integre.
Educazione alla dignità: Come Marynovych avrebbe poi teorizzato, Zvarychevska instillava nei giovani l'idea che la dignità (hidnist) fosse una barriera invalicabile per il totalitarismo. 

2. Marynovych e l'Etica della Responsabilità
Marynovych eleva questa resistenza a sistema educativo presso l'Università Cattolica Ucraina (UCU):
Dalla Metanoia all'Istruzione: Il legame tra i due risiede nell'idea che l'istruzione sia lo strumento principale per la Metanoia (conversione morale). Marynovych ritiene che non basti trasmettere nozioni; occorra formare una "bussola etica".
L'Unità di Sapere e Vita: Se gli studenti di Zvarychevska imparavano a resistere alla menzogna sovietica, gli studenti di Marynovych imparano a resistere al cinismo post-sovietico. L'etica non è una materia, ma il fondamento di ogni professione. 

3. Il Risveglio dell'Anima Ucraina
Il punto d'incontro definitivo tra Marynovych e Zvarychevska è l'obiettivo finale: il passaggio dal suddito al cittadino.
La Cattedrale di Sverstyuk: Entrambi attingono alla visione di Yevhen Sverstyuk, vedendo lo studente come una "Cattedrale" da restaurare.
Resistenza attiva: Marynovych vede nei giovani di oggi — figli spirituali della pedagogia della Zvarychevska — coloro che hanno "completato il ritorno a casa". La loro resistenza alla guerra attuale è il frutto di decenni di questo lavoro sotterraneo di risveglio spirituale. 

In sintesi, la resistenza pedagogica della Zvarychevska ha preparato il terreno morale su cui Marynovych ha costruito un modello di educazione etica che oggi definisce l'identità dell'Ucraina libera.



MARYNOVYCH E CHORNOVIL

La relazione tra Myroslav Marynovych e Vyacheslav Chornovil (1938-1999) è quella di due generazioni di dissidenti unite da un unico ideale: il passaggio dalla resistenza morale alla costruzione di uno Stato democratico. Se Chornovil era il motore politico del dissenso, Marynovych ne è diventato l'erede etico.
Ecco i punti chiave del loro legame:

1. Il Gruppo Helsinki Ucraino (1976)
Marynovych entrò nella storia proprio grazie all'iniziativa di Chornovil e degli altri "vecchi" dissidenti.
Fondazione: Quando nel 1976 venne fondato il Gruppo Helsinki Ucraino, Marynovych (allora giovane intellettuale) fu tra i primi a rispondere all'appello di Chornovil e Rudenko.
Passaggio di testimone: Marynovych ha sempre descritto Chornovil come una figura carismatica che infondeva coraggio. Mentre Chornovil era già un veterano dei processi, Marynovych rappresentava la nuova linfa che accettava consapevolmente il rischio del Gulag.

2. Il destino condiviso nei Lager
Entrambi pagarono con anni di prigionia la loro sfida al sistema sovietico.
Solidarietà nel dolore: Sebbene fossero spesso detenuti in campi diversi (Marynovych nel famigerato Perm-36), la notizia della resistenza dell'uno sosteneva l'altro. Marynovych racconta nel suo libro The Universe behind Barbed Wire come la statura di Chornovil fosse un punto di riferimento per mantenere la dignità davanti ai carcerieri del KGB.

3. Visioni diverse sul ruolo della Politica (post-1991)
Dopo l'indipendenza, le loro strade si separarono pur rimanendo parallele, riflettendo due modi diversi di servire l'Ucraina:
Chornovil (La Politica): Scelse la lotta frontale nel parlamento e nelle piazze, fondando il movimento Rukh. Divenne il leader dell'opposizione democratica e sfidò il sistema post-sovietico nelle elezioni presidenziali.
Marynovych (L'Etica): Scelse la via dell'istruzione e della spiritualità. Pur sostenendo Chornovil, Marynovych decise di non entrare in politica attiva, preferendo costruire le basi morali del Paese attraverso l'Università Cattolica Ucraina (UCU).

4. Il lutto e la memoria
La morte improvvisa di Chornovil in un incidente stradale nel 1999 scosse profondamente Marynovych.
L'Eredità: Marynovych è diventato uno dei principali custodi della memoria di Chornovil. Egli sottolinea spesso come la politica ucraina odierna soffra della mancanza di leader con la tempra morale e l'onestà di Chornovil.
Continuità: Molti degli ideali per cui Chornovil lottò politicamente sono oggi insegnati da Marynovych come principi etici irrinunciabili per la sopravvivenza della democrazia.

Marynovych definisce Chornovil come l'uomo che ha dato una "voce politica" all'Ucraina, mentre lui (insieme a Sverstyuk) ha cercato di darle una "coscienza spirituale". Senza il coraggio politico di Chornovil, il lavoro culturale di Marynovych non avrebbe avuto uno spazio libero in cui fiorire.



LA TEOLOGIA DEL CUORE FERITO IN UCRAINA

La relazione tra Myroslav Marynovych e la "teologia del cuore ferito" rappresenta l'evoluzione del pensiero di Sverstyuk in una vera e propria antropologia della resilienza. Se Sverstyuk ha teorizzato il "cuore ferito", Marynovych lo ha vissuto nel Gulag e lo ha trasformato in un metodo educativo per la nazione.
Ecco come Marynovych articola questa relazione:

1. La Ferita come Luogo di Rivelazione
Per Marynovych, la sofferenza non è un vuoto, ma uno spazio pieno di significato.
L'Universo del Lager: Nel suo capolavoro The Universe Behind Barbed Wire, descrive come il "cuore ferito" dalla prigionia diventi paradossalmente più capace di percepire Dio. La ferita rompe la crosta dell'egoismo e permette alla Grazia di entrare.
Oltre il trauma: Marynovych sostiene che un cuore che ha sofferto e non si è indurito possiede una "conoscenza superiore" della dignità umana rispetto a chi non è mai stato messo alla prova.

2. Guarire dal "Vittimismo" (Metanoia)
Marynovych mette in guardia dal rischio che il cuore ferito diventi un cuore rancoroso.
Il bivio morale: Una ferita può portare all'odio o alla santità. La sua teologia insiste sulla scelta consapevole: l'Ucraina deve usare le sue ferite storiche (Holodomor, repressioni, guerra attuale) non per chiedere vendetta, ma per costruire una società basata sulla compassione e sulla giustizia.
Trasformazione del dolore: La "teologia del cuore ferito" in Marynovych diventa una chiamata alla Metanoia: cambiare mentalità per non restare prigionieri del proprio dolore.

3. La Solidarietà dei Feriti
Marynovych applica questo concetto alla vita civile attraverso l'Università Cattolica Ucraina (UCU):
Etica del Servizio: Il cuore ferito riconosce la ferita dell'altro. Da qui nasce il fenomenale spirito di volontariato ucraino. La resistenza spirituale è, per Marynovych, una "comunità di cuori feriti" che si curano a vicenda.
La Chiesa come Ospedale da Campo: Riprendendo un'immagine cara a Papa Francesco, Marynovych vede la missione della Chiesa in Ucraina come quella di fasciare le ferite dell'anima nazionale senza giudicare, ma offrendo la "luce della verità".

4. La Ferita di Cristo e la Guerra Attuale
Nell'attuale conflitto, Marynovych vede l'Ucraina come il "Servo Sofferente" della Bibbia.
Identificazione Cristologica: Il cuore ferito dell'Ucraina è unito al cuore ferito di Gesù sulla Croce. Questa non è rassegnazione, ma la certezza che la sofferenza ingiusta, se vissuta con dignità, porta inevitabilmente alla Risurrezione.
Autorità Morale: Marynovych spiega che l'Ucraina oggi parla al mondo con l'autorità di chi è ferito ma resta "in piedi". Questa è la vera forza che disarma il nichilismo dell'aggressore.

5. Il Perdono come Traguardo Finale
Marynovych è convinto che la guarigione definitiva del cuore ferito ucraino passerà per il perdono, ma solo dopo che la Verità e la Giustizia saranno state ristabilite. Non c'è guarigione senza il riconoscimento del male compiuto.

Per Marynovych la teologia del cuore ferito è la bussola per non perdere l'umanità nel mezzo dell'inferno. È la convinzione che le cicatrici dell'Ucraina siano i suoi titoli di nobiltà morale.



L'AMORE DI GESU' E MARYNOVYCH

Per Myroslav Marynovych, l'amore di Gesù non è un pio sentimento, ma la "legge fisica" che ha impedito alla sua anima di frantumarsi nel Gulag. Se Sverstyuk ha teorizzato l'amore come fondamento della cultura, Marynovych lo ha sperimentato come strumento di sopravvivenza e di vittoria sul totalitarismo.
Ecco i cardini di questa relazione:

1. L'Amore come "Resistenza Ontologica"
Nel suo memoriale The Universe behind Barbed Wire, Marynovych racconta che l'amore di Gesù è stata l'unica forza capace di contrastare la "logica dell'odio" del KGB.
Non diventare come l'oppressore: Marynovych comprese che odiare i suoi carcerieri significava consegnare loro la propria anima. L'amore di Gesù gli permise di vedere nei soldati sovietici non solo dei nemici, ma delle "anime perse", mantenendo così la propria libertà interiore.
La Scelta della Luce: In cella di isolamento, l'amore di Cristo è diventato per lui una presenza reale, una "luce" che rendeva il filo spinato trasparente e privo di potere.

2. Il Sacrificio come "Imitatio Christi"
Marynovych interpreta la sua prigionia e quella dei dissidenti attraverso la Croce.
Solidarietà nel dolore: Vedeva nei suoi compagni di prigionia (cristiani, ebrei, musulmani) il volto di Cristo sofferente. L'amore di Gesù si manifestava nella divisione dell'ultimo pezzo di pane o nel sostegno morale durante gli scioperi della fame.
Il Senso della Sofferenza: La fede gli ha insegnato che la sofferenza per la verità non è vana, ma è una partecipazione al mistero della Redenzione. Questo ha trasformato il lager in un' "accademia dello spirito".

3. L'Amore come Fondamento dell'Ecumenismo
L'incontro con prigionieri di diverse fedi nel Gulag ha portato Marynovych a una visione dell'amore di Gesù profondamente ecumenica.
Oltre i dogmi: Ha capito che l'amore di Dio unisce le persone oneste al di là delle etichette religiose. Questa lezione è oggi il cuore dell' Istituto di Studi Ecumenici presso l'Università Cattolica Ucraina (UCU), dove l'amore è il linguaggio comune per ricostruire la società.

4. L'Amore di Gesù nella "Metanoia" Civile
Per Marynovych, l'amore di Cristo è il motore della Metanoia (conversione) del popolo ucraino.
Dal timore all'amore: La democrazia non può reggersi sulla paura della legge, ma sull'amore per il prossimo. L'amore di Gesù spinge il cittadino a servire la comunità non per obbligo, ma per una "chiamata" interiore.
Il Volontariato: Vede nell'attuale mobilitazione civile ucraina l'incarnazione dell'amore evangelico: persone che rischiano la vita per sconosciuti, mose dalla stessa forza che ha spinto Cristo sulla Croce.

5. Il Perdono e la Verità
Marynovych insiste che l'amore di Gesù non sia "buonismo".
Amore Esigente: L'amore richiede la Verità. Non si può perdonare se il male non viene chiamato per nome. L'amore di Gesù è ciò che dà il coraggio di guardare in faccia l'orrore della guerra e della tortura senza perdere la speranza nella vittoria finale del Bene.

Per Marynovych l'amore di Gesù è "l'universo che sta dietro il filo spinato": una realtà più vasta e potente di qualsiasi impero, che garantisce all'uomo che la sua dignità è eterna.



PRINCIPI FONDAMENTALI DI MARYNOVYCH

Il pensiero di Myroslav Marynovych è un’architettura spirituale che trasforma l'esperienza del dolore estremo (il Gulag) in una metodologia di rinascita civile. Se Sverstyuk è il custode della "Cattedrale", Marynovych è colui che ha mappato l'universo morale necessario per abitarla come uomini liberi.
Ecco la sintesi dei tre pilastri del suo pensiero:

1. Pensiero Filosofico: La Libertà Ontologica
Per Marynovych, la libertà non è un diritto concesso dallo Stato, ma una condizione dell'essere.
L’Universo dietro il filo spinato: Nel lager, ha scoperto che l'uomo possiede una libertà interiore inespugnabile. Se la coscienza è ancorata alla Verità, nessun sistema totalitario può "catturare" l'anima.
Personalismo: Al centro del suo sistema c'è la persona umana, creata a immagine di Dio, contrapposta all'individuo-massa del collettivismo sovietico. La dignità umana è il valore assoluto su cui poggia ogni sistema politico sano.
Srodna Pratsya (Lavoro affine): Riprendendo Skovoroda, sostiene che la società fiorisce solo quando ogni persona segue la propria vocazione autentica, trasformando il lavoro in un atto di amore e servizio.

2. Pensiero Morale: La Metanoia e la Verità
La morale di Marynovych non è fatta di regole, ma di una trasformazione del cuore.
Metanoia Civile: È il concetto cardine. Il popolo ucraino deve compiere una "conversione" per guarire dal virus dell'Homo Sovieticus (fatto di paura, menzogna e irresponsabilità). Senza questa catarsi morale, la democrazia rimane un guscio vuoto.
Vivere nella Verità: Seguendo la lezione del dissenso, Marynovych insegna che la resistenza più efficace contro il male è il rifiuto della menzogna quotidiana. L'integrità morale è l'unica forza capace di sciogliere le catene del potere brutale.
Etica del Servizio: Il potere non è dominio, ma diakonia (servizio). Questa visione è il cuore pedagogico dell'Università Cattolica Ucraina (UCU).

3. Pensiero Teologico: Il Cuore Ferito e la Croce
La sua teologia è una "teologia della presenza" di Dio nella sofferenza.
Teologia del Cuore Ferito: La sofferenza (lager, guerra, Holodomor) non è una maledizione, ma una "ferita" che, se vissuta cristianamente, permette alla Grazia di entrare. L'Ucraina è una "nazione ferita" che trae la sua autorità morale dalla capacità di restare umana nel dolore.
Imitatio Christi: Marynovych legge il destino dell'Ucraina attraverso il mistero della Croce e Risurrezione. Il sacrificio per la giustizia non è mai vano; è una partecipazione al sacrificio di Cristo che vince la morte.
Ecumenismo dello Spirito: Il Gulag gli ha insegnato che l'amore di Dio unisce le persone oneste al di là delle barriere confessionali. La sua teologia è inclusiva e basata sul Decalogo come base etica per tutta l'umanità.

Sintesi Finale: La Bussola Morale
Marynovych propone all'Ucraina e all'Europa una "terza via": né il materialismo totalitario, né il nichilismo edonista, ma una società fondata sulla Dignità, sulla Verità e sulla Solidarietà. In un mondo che ha perso il centro, Marynovych indica nel cuore dell'uomo il luogo dove si decide il destino della civiltà.









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