L'estetica ucraina di Skovoroda e la sua attualità
di Carlo Sarno
INTRODUZIONE
L'estetica di Hryhorij Skovoroda (1722-1794) non è solo una teoria dell'arte, ma una "filosofia della vita" che fonde spiritualità, natura e creatività in un'armonia profondamente legata all'identità ucraina.
Ecco i principi che definiscono la sua estetica:
1. Il Concetto di "Cuore" (Cordocentrismo)
Per Skovoroda, la bellezza e la verità non si trovano nella logica pura, ma nel cuore. La sua "filosofia del cuore" suggerisce che l'estetica sia un atto di auto-conoscenza: solo chi guarda dentro di sé può percepire l'armonia del mondo.
2. Il Lavoro "Affine" (Srodna Pratsia)
Uno dei concetti estetici e morali più potenti è la Srodna Pratsia (lavoro affine o congeniale):
L'estetica si manifesta quando l'individuo agisce secondo la propria natura interiore.
Il lavoro non è una fatica, ma una forma di creatività gioiosa che rende la vita "dolce" e armoniosa.
La bellezza di un'azione risiede nella sua coerenza con il talento naturale dell'individuo.
3. La Dottrina dei "Tre Mondi" e delle "Due Nature"
L'universo di Skovoroda è diviso in tre mondi:
Macrocosmo: L'universo fisico.
Microcosmo: L'essere umano.
Mondo dei Simboli: La Bibbia e l'arte.
Ogni cosa ha due nature: una visibile (materiale, temporanea) e una invisibile (spirituale, eterna). L'estetica consiste nel saper leggere la "luce divina" che traspare attraverso la materia.
4. Simbolismo e Stile Barocco
Il suo linguaggio è ricco di emblemi e simboli (come la fontana, la cicogna, il labirinto) che servono come "meta-linguaggio" per trasmettere verità profonde. Il suo stile riflette il Barocco ucraino, caratterizzato da un'unione sincretica di filosofia, poesia e teologia.
5. L'Estetica del "Pellegrino"
La sua stessa vita è stata un'opera d'arte estetica: quella del filosofo errante che rifiuta le ricchezze materiali per la libertà spirituale. Il suo famoso epitaffio — "Il mondo mi ha dato la caccia, ma non mi ha catturato" — riassume l'estetica della libertà interiore.
L'ESTETICA DI HRYHORIJ SKOVORODA
L'estetica di Hryhorij Skovoroda non separa l'arte dalla vita, ma la considera un riflesso dell'armonia divina presente in ogni essere. Approfondiamo gli aspetti che la rendono il pilastro della cultura ucraina moderna.
1. La Bellezza come "Invisibilità"
Per Skovoroda, la vera bellezza non è quella esteriore, che definisce come "cenere" o "ombra". L'estetica skovorodiana si basa sulla dottrina delle due nature:
Natura visibile: La forma materiale, corruttibile e spesso ingannevole.
Natura invisibile: L'essenza spirituale, che è la vera fonte di ogni estetica.
L'arte ha il compito di squarciare il velo del visibile per rivelare il "divino" che si cela dietro la materia. Questo concetto trasforma l'estetica in un'attività di illuminazione spirituale.
2. Il Simbolismo come Linguaggio Estetico
Skovoroda utilizza il simbolo non come semplice decorazione, ma come ponte tra i mondi. Nel suo universo (composto da Macrocosmo, Microcosmo e Mondo dei Simboli), le immagini diventano icone filosofiche:
La Fontana: Rappresenta l'uguaglianza divina; come una fontana riempie vasi di dimensioni diverse, Dio riempie ogni anima secondo la sua capacità. L'estetica qui è giustizia e proporzione.
La Cicogna: Simbolo della ricerca spirituale e della fedeltà alla propria terra e natura.
3. La Srodna Pratsia (Lavoro Affine)
Questo è il cuore dell'estetica ucraina: l'idea che la bellezza suprema sia vivere in accordo con la propria inclinazione naturale.
Estetica del Fare: Un oggetto è bello se è stato creato da chi "è nato per farlo".
Armonia Sociale: Se ogni persona seguisse la propria Srodna Pratsia, la società diventerebbe un'opera d'arte vivente, un coro dove ogni voce è unica ma armonizzata.
4. Il Barocco Ucraino e il Modernismo
L'estetica di Skovoroda è la massima espressione del Barocco ucraino, dove l'eccesso ornamentale serve a sottolineare la complessità del divino. Questa visione ha influenzato profondamente il Modernismo ucraino del XX secolo, ispirando autori come Vasyl' Stus e Pavlo Tychyna a cercare una "bellezza interiore" come forma di resistenza culturale.
5. L'estetica della Libertà
La sua filosofia culmina nell'idea che la libertà sia il valore estetico supremo. Non è un caso che Skovoroda sia considerato il "Diogene ucraino": la sua scelta di vivere come pellegrino errante era una performance estetica contro il materialismo imperiale.
IL CORDOCENTRISMO (estetica del cuore)
Il cordocentrismo (dal latino cor, cuore) è il nucleo radiante di tutta la filosofia di Skovoroda. Non si tratta di un semplice sentimentalismo, ma di una complessa dottrina ontologica: il cuore è il centro metafisico dell'essere umano, l'organo della conoscenza suprema e il luogo dove avviene l'incontro tra l'umano e il divino.
SKOVORODA E IL BAROCCO UCRAINO
Il legame tra Hryhorij Skovoroda e il Barocco ucraino (spesso definito "Barocco cosacco") non è solo cronologico, ma strutturale. Se Skovoroda è l'architetto del pensiero, il Barocco ucraino è la sua manifestazione visiva: entrambi cercano di esprimere l'infinito attraverso una forma ricca, dinamica e profondamente simbolica.
Ecco come la filosofia di Skovoroda si riflette nell'architettura e nella pittura del suo tempo:
1. L'Architettura: Dinamismo e Ascensione Spirituale
Il Barocco ucraino si distingue da quello europeo per una maggiore sobrietà delle masse, controbilanciata da una tensione verticale esplosiva.
La Struttura a Cupole (P'iatyverkhia): Le chiese barocche ucraine (come la Cattedrale di Santa Sofia rimodellata o il Monastero di Vydubychi) presentano spesso cinque cupole che puntano al cielo. Questo riflette l'idea di Skovoroda del cammino dell'uomo verso l'alto. La cupola non è solo un tetto, ma un "occhio" aperto verso il Macrocosmo.
L'Armonia degli Opposti: Skovoroda predicava l'equilibrio tra le "due nature" (visibile/invisibile). In architettura, questo si traduce nel contrasto tra le pareti bianche e lisce (purezza, ascesi) e le cupole dorate o verdi riccamente decorate (la gloria divina). È la stessa dialettica che Skovoroda viveva tra la sua vita da povero viandante e la ricchezza della sua vita interiore.
2. La Pittura e l'Iconostasi: Il Mondo come Simbolo
L'iconostasi barocca ucraina è l'equivalente visivo dei dialoghi di Skovoroda: un muro di immagini che non separa, ma connette l'umano al divino.
L'Iconostasi a Intaglio: Durante l'epoca di Skovoroda, le iconostasi divennero strutture colossali e intricate, simili a giardini scolpiti nel legno e dorati. Questo richiama il concetto skovorodiano del "Mondo come Giardino" (come nella sua opera Il Giardino delle Canzoni Divine). I motivi floreali (viti, fiori, foglie d'acanto) simboleggiano la vitalità della creazione divina.
La Luce e l'Oro: Nella pittura barocca ucraina, l'oro non è solo sfarzo, ma rappresenta la "Luce Increata". Per Skovoroda, la verità è una luce che risplende attraverso il "fango" della materia. I pittori dell'epoca cercavano di rendere i volti dei santi non come figure distanti, ma come esseri "trasfigurati" dalla gioia interiore (Radosh).
3. Il Concetto di "Teatro del Mondo"
Il Barocco è l'epoca della teatralità, e Skovoroda vedeva il mondo come un palcoscenico dove ognuno deve recitare la propria parte secondo la propria natura (Srodna Pratsia).
Pittura Allegorica: Nelle accademie (come quella di Kyiv-Mohyla dove studiò Skovoroda), fioriva una pittura ricca di emblemi, rebus e allegorie. Un oggetto non è mai solo un oggetto: un teschio è la vanità, una clessidra è il tempo, una colomba è lo spirito. Questa estetica dell'enigma è esattamente il metodo didattico di Skovoroda: usare l'immagine per costringere il cuore a meditare.
4. La Sintesi: Il Monastero di Lavra a Kyiv
Il Monastero delle Grotte (Kyiv-Pechersk Lavra) è il luogo dove l'estetica di Skovoroda e il Barocco si fondono perfettamente.
L'architettura complessa, i labirinti delle grotte (il viaggio nel "Cuore" della terra) e le decorazioni ridondanti delle facciate riflettono l'idea skovorodiana che la verità è nascosta sotto molti strati, e che il cercatore deve essere disposto a "scavare" per trovarla.
Tabella Comparativa: Filosofia vs Arte
Concetto di Skovoroda - Manifestazione nel Barocco Ucraino
Dualismo (Visibile/Invisibile) - Contrasto tra mura bianche e decorazioni dorate.
Microcosmo (L'uomo è un mondo) - L'iconostasi come specchio dell'anima e del cosmo.
Srodna Pratsia (Natura propria) - L'uso di materiali locali e motivi popolari (fiori, ricami) nell'arte sacra.
Il Cuore - L'enfasi sull'emozione e il dinamismo delle forme (linee curve, volute).
Skovoroda è stato definito "il Barocco fatto uomo". La sua estetica non era nei musei, ma nell'aria che si respirava tra le mura delle accademie e sotto le cupole a bulbo delle chiese ucraine del XVIII secolo.
LA FILOSOFIA DEL CUORE COME CODICE GENETICO DELL'IDENTITA' UCRAINA
La filosofia del cuore di Skovoroda non è solo un reperto storico, ma il "codice genetico" che continua a definire l'identità della letteratura ucraina contemporanea, agendo come una bussola morale e spirituale, specialmente nei momenti di crisi.
Ecco come il cordocentrismo plasma le opere e le correnti attuali:
1. Il Cuore come "Fortezza Interiore" (Resistenza e Dignità)
Nella letteratura contemporanea, il cuore di Skovoroda si è trasformato in un'etica della resistenza.
Vasyl' Stus: Il grande poeta e dissidente sovietico ha reinterpretato il cordocentrismo come un atto di integrità esistenziale. Per Stus, ascoltare il cuore significava mantenere la propria libertà interiore anche nei gulag, vedendo la sofferenza come un processo di "auto-creazione" dello spirito.
Narrativa di Guerra: Autori moderni utilizzano il concetto del "cuore profondo" per descrivere la resilienza dei civili e dei soldati, dove la vittoria non è solo militare ma, soprattutto, una vittoria spirituale sulla disperazione.
2. La Rinascita dei "Poeti Silenziosi" (Anni '60-'80)
La tradizione cordocentrica è stata il rifugio della cosiddetta "poesia silenziosa" (Iryna Zhylenko, Volodymyr Pidpalyi), che ha rifiutato il realismo socialista per concentrarsi sulla sfera intima e naturale.
Questi autori hanno usato il simbolo del cuore per enfatizzare la sacralità del quotidiano e il legame con la terra natia, sottraendosi alla politicizzazione forzata dell'epoca.
3. La Srodna Pratsia come Autorealizzazione Moderna
Il concetto skovorodiano di "lavoro affine" permea la saggistica e la narrativa attuale (come in Oksana Zabuzhko), dove la ricerca della propria vocazione è vista come l'unico modo per fuggire dall'alienazione del mondo post-moderno e consumista.
L'estetica contemporanea ucraina spesso esplora il dramma di chi tradisce la propria natura interiore, contrapponendolo alla bellezza etica di chi vive secondo il proprio "cuore".
4. Il "Dialogo Neosocratico"
Skovoroda ha lasciato in eredità una forma di scrittura basata sul dialogo e sulla ricerca incessante, che oggi ritroviamo in una letteratura che non vuole dare risposte prefabbricate, ma stimolare la maieutica nell'anima del lettore.
In sintesi: l'Ucraina come "Nazione del Cuore"
Mentre la filosofia occidentale è stata spesso dominata dal razionalismo (Cogito ergo sum), la letteratura ucraina ha mantenuto un'impostazione ontologica e intuitiva. Il cuore rimane il luogo dove si risolvono i conflitti tra l'individuo e la società, rendendo la scrittura contemporanea un esercizio di sincerità radicale.
SKOVORODA E PAVLO TYCHYNA
SKOVORODA E LINA KOSTENKO
L'opera di Lina Kostenko (1930), la "coscienza vivente" della nazione, rappresenta il vertice del cordocentrismo moderno. Per lei, come per Skovoroda, il cuore non è un muscolo, ma l'unico tribunale infallibile della verità.
Ecco come questa estetica si manifesta nelle sue opere:
1. Il Cuore come "Tribunale Morale"
In Kostenko, il cuore è l'organo della responsabilità storica. Nel suo romanzo in versi Marusia Churai, la protagonista (una leggendaria cantautrice ucraina) viene giudicata dalla comunità, ma il vero processo avviene nel suo cuore.
La purezza del canto: Per Marusia, il canto nasce solo da un cuore integro. Se il cuore è corrotto dal tradimento, la voce si spegne. Questa è la versione poetica della Srodna Pratsia di Skovoroda: l'arte è autentica solo se è conforme alla verità interiore.
2. L'Amore come Trascendenza (Cordocentrismo Relazionale)
Kostenko eleva l'amore a una dimensione metafisica. Non è mai solo passione, ma un modo di conoscere l'assoluto attraverso l'altro.
Nelle sue liriche, il cuore è descritto come un sensore cosmico. La sofferenza amorosa non è debolezza, ma prova di una "vitalità spirituale" superiore. Chi ha un cuore "piccolo" o "freddo" (chiuso alla sofferenza) è, per la Kostenko, un essere esteticamente e spiritualmente incompleto.
3. La Resistenza al "Gelo" Spirituale
Un tema ricorrente in Kostenko è il contrasto tra il calore del cuore e il cinismo del mondo esterno (politico o burocratico).
Contro l'alienazione: Nelle poesie scritte durante il periodo sovietico, il cuore è la fortezza che impedisce alla "cenere" del sistema di soffocare l'anima.
L'immortalità del valore: Come Skovoroda fuggì dai ranghi ufficiali per restare fedele a se stesso, le eroine di Lina Kostenko scelgono spesso la solitudine o il silenzio piuttosto che il compromesso, perché il "cuore non può mentire".
4. Il Dialogo con Skovoroda
Lina Kostenko ha dedicato esplicitamente versi a Skovoroda, vedendo in lui l'archetipo dell'intellettuale ucraino:
"Il mondo lo cacciava, ma lui andava... con il cielo nel cuore."
Per lei, Skovoroda è il simbolo della libertà assoluta che si ottiene solo quando il cuore è libero dal desiderio di possesso.
Come il "Cuore" di Kostenko parla oggi:
Mentre Skovoroda usava la filosofia, Lina Kostenko usa la poesia civile per ricordare agli ucraini che la sopravvivenza di un popolo dipende dalla sua "ecologia del cuore". Se il cuore collettivo è intatto, la cultura non può essere distrutta.
SKOVORODA E VASYL' STUS
Se Lina Kostenko rappresenta la continuità serena e ferma del cordocentrismo, Vasyl' Stus (1938-1985) ne rappresenta la versione più tragica, eroica e radicale. Per Stus, il cuore non è solo un centro di armonia, ma un laboratorio di trasformazione del dolore in libertà.
Stus morì in un gulag sovietico nel 1985, e la sua intera vita è stata una riproposizione moderna del destino di Skovoroda: un uomo che il mondo ha cercato di catturare, ma che è rimasto interiormente libero.
Ecco i punti chiave dell'influenza di Skovoroda su Stus:
1. Il Cuore come "Centro di Resistenza Totale"
Mentre per Skovoroda il cuore era il luogo della pace contemplativa, per Stus diventa il luogo della resistenza ontologica. In una cella d'isolamento, dove tutto il mondo esterno è negazione, il cuore rimane l'unico spazio che il regime non può occupare.
L'autocostruzione: Stus parla spesso di "erigere se stessi" (un concetto che richiama la costruzione del tempio interiore di Skovoroda). Il cuore è l'architetto che, attraverso la sofferenza, modella un uomo "nuovo" e incorruttibile.
2. Il Concetto di "Stoicismo Cristiano"
Stus fonde lo stoicismo classico con il cordocentrismo ucraino. Come Skovoroda, crede che il destino esterno sia irrilevante se l'anima è in asse con la verità divina.
Nelle sue lettere dal carcere al figlio, Stus raccomanda spesso la lettura di Skovoroda, esortandolo a cercare la stabilità interiore piuttosto che il successo esteriore.
La "Via Crucis" del Cuore: Per Stus, seguire il cuore non porta alla calma bucolica, ma al sacrificio. È una bellezza "terribile", nata dalla coerenza assoluta tra pensiero, parola e azione.
3. La Srodna Pratsia nel Gulag
Per Stus, la sua "opera affine" era la poesia e la difesa della dignità umana. Anche privato di carta e penna, continuava a comporre poesie a memoria.
Questa era la sua forma di ascesi skovorodiana: se Dio ti ha dato il dono della parola, il tuo dovere (il tuo "lavoro conforme") è testimoniare la verità, indipendentemente dalle conseguenze fisiche. Il poeta non "sceglie" di scrivere, è la sua natura che lo impone.
4. Il Simbolismo e la Luce nel Buio
Nelle raccolte di Stus (come Palinsesti), troviamo echi diretti delle metafore di Skovoroda:
La Luce Interiore: Stus descrive spesso una luce che emana dal petto e che illumina le pareti della cella. È la "Natura Invisibile" di Skovoroda che vince sulla materia oscura del muro sovietico.
Il Mondo come Specchio: Stus vede la natura e persino le sbarre come specchi che rimandano all'anima l'immagine della sua forza o della sua caduta.
Una citazione emblematica
In una delle sue poesie più famose, Stus sembra dialogare direttamente con l'ombra di Skovoroda:
"Come è bello che io non tema la morte / e non chieda se la mia croce sia pesante... / Perché il mio popolo, o Signore, lo riconosco nel mio cuore."
Qui il cordocentrismo diventa identità collettiva: il cuore del poeta non appartiene più solo a lui, ma è diventato il luogo dove vive l'intera nazione oppressa.
Conclusione: Skovoroda come "Scudo"
Se per l'Ucraina del XVIII secolo Skovoroda è stato l'insegnante di felicità, per i dissidenti come Stus è stato lo scudo metafisico. Stus ha dimostrato che la filosofia del cuore può resistere persino al totalitarismo più feroce.
SKOVORODA E IHOR KALINEC'
SKOVORODA E IL "CUORE FERITO" UCRAINO
Nella letteratura ucraina nata sotto i bombardamenti, il cordocentrismo di Skovoroda subisce una mutazione traumatica: il "cuore pulito" e armonioso del filosofo diventa un "cuore ferito", un organo che deve imparare a battere tra le macerie senza perdere la propria umanità.
Ecco come questa estetica del dolore si manifesta oggi:
1. Il Cuore come "Testimone Oculare"
Per gli autori contemporanei (come Serhiy Zhadan o Halyna Kruk), il cuore non è più solo il centro della contemplazione spirituale, ma il luogo dove si accumulano le cicatrici della storia.
L'estetica della ferita: La poesia non cerca più la perfezione barocca, ma la verità del frammento. Il cuore ferito è quello che "sente" il dolore dell'altro (il vicino di casa, il soldato in trincea) come proprio.
Citazione ideale: Nelle opere di Serhiy Zhadan, il cuore è spesso descritto come un motore che continua a girare anche quando tutto intorno è distrutto, alimentato dalla "rabbia giusta" e dall'amore per la propria terra.
2. La Resistenza alla Pietrificazione
Il rischio più grande descritto dai poeti attuali è che il cuore, per proteggersi dal dolore eccessivo, diventi di pietra.
La lotta di Skovoroda oggi: Gli scrittori lottano per mantenere il cuore "vivo" (sensibile). Iryna Shuvalova e altre voci femminili esplorano come il cuore ferito possa ancora generare preghiere o canti, rifiutando la disumanizzazione che la guerra impone.
Il "cuore ferito" diventa così l'ultima linea di difesa della cultura contro la barbarie.
3. La Srodna Pratsia nel Tempo di Guerra
Il concetto di "lavoro affine" di Skovoroda si è trasformato in volontariato e testimonianza:
Molti scrittori hanno lasciato la penna per le armi o per il soccorso umanitario. In questo contesto, il "lavoro del cuore" è proteggere la vita.
La letteratura prodotta (spesso postata sui social media prima che nei libri) è un'estetica dell'urgenza: il cuore ferito scrive per non dimenticare e per restare umani.
4. Il "Dialogo con i Morti"
Il cordocentrismo attuale include una dimensione di dialogo costante con chi non c'è più. Il cuore ferito è un ponte tra il mondo dei vivi e quello delle ombre, riprendendo l'idea skovorodiana del legame tra visibile e invisibile, ma con una nota di lutto profondo.
In trincea, il legame tra Skovoroda e Stus smette di essere accademico per diventare una tecnica di sopravvivenza. Per i soldati-poeti ucraini (come Artur Droń, Yaryna Chornohuz o il compianto Maksym Kryvtsov), il "cuore" è l'unico spazio non occupabile dal nemico.
Ecco come questa eredità modella la poesia del fronte:
1. Il Cuore come "Bunker Metafisico"
Riprendendo lo stoicismo di Stus e l'ascesi di Skovoroda, i poeti-soldati descrivono il cuore come una fortezza interiore.
Oltre il corpo: In condizioni di privazione estrema, il corpo è vulnerabile, ma il "cuore" (l'essenza spirituale) resta intatto. Scrivere poesie sotto il fuoco d'artiglieria è un atto di cordocentrismo radicale: è la prova che la natura invisibile domina quella visibile.
La libertà del pellegrino: Come Skovoroda era un viandante senza fissa dimora, il soldato-poeta trova la propria casa non in un luogo fisico, ma nella coerenza del proprio cuore.
2. La Srodna Pratsia del Difensore
Il concetto di "lavoro affine" viene reinterpretato come destino etico:
Non si combatte per odio, ma per "amore conforme" verso ciò che si protegge. La guerra è vissuta come una tragica necessità per preservare il "Giardino" (l'Ucraina) di cui parlava Skovoroda.
Molti soldati-poeti descrivono il combattimento non come un mestiere, ma come un'estensione della propria identità morale, una fusione tra l'uomo d'azione e l'uomo di spirito.
3. Il Linguaggio della "Luce nel Fango"
La poesia del fronte rifiuta il patetismo retorico per cercare la chiarezza skovorodiana:
Simbolismo essenziale: Tra le rovine, un fiore o il colore del cielo diventano "emblemi" barocchi. Il cuore ferito impara a vedere il divino nel dettaglio minimo, esattamente come faceva Skovoroda osservando una fontana o un uccello.
Dialogo con l'ombra: Seguendo l'esempio di Stus nel gulag, il soldato scrive per non permettere alla "cenere" della guerra di spegnere la luce del cuore. La poesia è l'atto di pulire lo specchio dell'anima dal fumo delle esplosioni.
4. Il Cuore Collettivo: La Comunione dei Vivi e dei Morti
Se per Skovoroda il cuore era individuale, per i poeti del fronte diventa collettivo.
Il legame con i compagni caduti trasforma il cuore in un reliquiario. Scrivere è un modo per far battere i cuori di chi non c'è più dentro il proprio, creando una continuità spirituale che vince la morte fisica.
SKOVORODA E HALYNA KRUK
L'influenza di Hryhorij Skovoroda e del cordocentrismo nella poesia di Halyna Kruk scritta dopo l'invasione russa del 2022 si manifesta come una "reazione chimica" tra la saggezza barocca e il trauma contemporaneo. Sebbene la sua opera recente (come la raccolta A Crash Course in Molotov Cocktails) sia dominata dalla brutalità della guerra, il cuore rimane l'unico organo capace di elaborare l'inconcepibile.
Ecco come questi elementi si intrecciano nella sua produzione bellica:
1. Il Cuore come "Sensore di Sopravvivenza"
Nella poesia di guerra della Kruk, il cuore non è più il luogo della quiete contemplativa di Skovoroda, ma un organo iper-vigile.
Il Cuore Caldo vs il Piombo: In una delle sue poesie più celebri del periodo dell'invasione, descrive una persona che "corre verso un proiettile con uno scudo di legno e un cuore caldo". Qui, il cordocentrismo si trasforma in un atto di coraggio quasi assurdo: il calore del cuore è l'unica difesa contro la fredda meccanica della morte.
Lo spazio del trauma: Il cuore è il luogo in cui la guerra lascia un "buco della dimensione di un'altra persona". La profondità del cuore, che per Skovoroda era l'infinito divino, diventa per la Kruk la misura della perdita.
2. La Resistenza della "Natura Invisibile"
La Kruk, studiosa di letteratura medievale e barocca, attinge alla dialettica di Skovoroda tra visibile e invisibile per dare un senso all'orrore.
Oltre le macerie: Mentre la "natura visibile" (le città, i corpi) viene distrutta, la poesia cerca di preservare la "natura invisibile" — l'umanità, la lingua, la memoria.
La verità del corpo: La sua poesia diventa un viaggio emotivo che attraversa il dolore fisico per trovare una verità che la logica bellica non può spiegare.
3. La Srodna Pratsia nel tempo dell'Invasione
Il concetto di "lavoro affine" si trasforma nella missione della poetessa-testimone.
Poesia come dovere: Per Halyna Kruk, scrivere durante l'invasione non è una scelta estetica, ma una necessità naturale (una Srodna Pratsia tragica). Come Skovoroda sentiva il dovere di insegnare la felicità, la Kruk sente il dovere di dare un nome all'innominabile.
L'ecologia dell'anima: Il suo lavoro poetico serve a impedire che l'anima del lettore si pietrifichi davanti alle immagini della guerra.
4. Il Dialogo tra Barocco e Presente
La Kruk utilizza la densità simbolica del Barocco ucraino per descrivere la realtà fratturata del 2022-2025.
Skovoroda come guida: La sua produzione è spesso discussa insieme a quella di Skovoroda in antologie che analizzano il trauma e la sopravvivenza culturale dell'Ucraina.
Metafore radicali: La crudeltà della guerra viene filtrata attraverso metafore che richiamano la fragilità e la forza dello spirito, un tema cardine dei dialoghi skovorodiani.
SKOVORODA E I "MANOSCRITTI ERRANTI"
I taccuini di guerra dei soldati e dei civili ucraini oggi non sono semplici diari: rappresentano la reincarnazione materiale dei "manoscritti erranti" di Skovoroda. Come il filosofo portava con sé i suoi dialoghi mentre fuggiva dalle istituzioni imperiali, così i poeti-soldati portano il loro pensiero nel fango delle trincee, rendendo la scrittura un atto di sopravvivenza ontologica.
Ecco l'analisi di questo parallelo simbolico:
1. La Scrittura come "Corpo Errante"
Skovoroda non pubblicò quasi nulla in vita; le sue opere circolavano come manoscritti passati di mano in mano tra amici e discepoli.
Mobilità e Pericolo: Il taccuino di guerra (spesso un'agenda sgualcita o il "Note" di uno smartphone) condivide questa natura. È un oggetto nomade, esposto alla distruzione fisica, proprio come il corpo di chi lo scrive.
Esempio: Il taccuino di Volodymyr Vakulenko, scrittore ucciso durante l'occupazione di Izjum, è stato sepolto sotto un ciliegio per salvarlo dai russi. È il moderno "manoscritto errante" che sopravvive al suo autore, diventando una reliquia della resistenza del cuore.
2. L'Estetica del "Frammento" e della Verità
Skovoroda scriveva per aforismi, dialoghi e brevi canti, cercando l'essenza oltre la forma accademica.
L'Urgenza del Fronte: Nei taccuini di soldati come Artur Droń, la poesia è ridotta all'osso. Non c'è spazio per l'ornamento: il "cuore ferito" produce versi brevi, simili alle massime di Skovoroda, dove ogni parola deve pesare quanto una vita.
La Funzione Maieutica: Scrivere in un taccuino sotto i bombardamenti è un dialogo socratico con se stessi. Serve a rispondere alla domanda di Skovoroda: "Chi sono io in mezzo a questo caos?"
3. La Srodna Pratsia della Testimonianza
Per Skovoroda, l'uomo deve agire secondo la sua natura divina. Per un soldato-poeta, la scrittura nel taccuino è la sua Srodna Pratsia (lavoro affine):
Anche se la sua mano impugna un fucile, la sua "natura invisibile" resta quella di un custode della parola. Il taccuino è il luogo dove il soldato torna a essere uomo, preservando la propria integrità spirituale (il "cuore pulito") contro la disumanizzazione della guerra.
4. Dal Taccuino al "Mondo dei Simboli"
Come i manoscritti di Skovoroda creavano una comunità di "cercatori di verità", i taccuini di guerra, una volta pubblicati o condivisi online, diventano parte del Mondo dei Simboli ucraino.
Essi trasformano l'esperienza individuale in un mito collettivo. Il "cuore" del singolo soldato diventa il battito della nazione, proprio come Skovoroda vedeva il Macrocosmo riflesso nel Microcosmo dell'individuo.
SKOVORODA E IL TACCUINO DI VOLODYMYR VAKULENKO
Il ritrovamento del taccuino di Volodymyr Vakulenko, scrittore e attivista ucraino rapito e ucciso dalle forze di occupazione russe a Izjum nel 2022, non è solo un evento di cronaca nera o letteraria. È una parabola skovorodiana perfetta, che incarna fisicamente i concetti di "natura invisibile", "cuore incorruttibile" e "manoscritto errante".
Ecco l'analisi di questo evento attraverso le lenti della filosofia di Skovoroda:
1. Il Seppellimento: La "Natura Invisibile" sotto la Terra
Skovoroda insegnava che ogni cosa ha una natura visibile (la carne, la materia) e una natura invisibile (lo spirito, la verità).
L'atto di Vakulenko: Sapendo che sarebbe stato arrestato, Vakulenko ha sepolto il suo taccuino sotto un ciliegio nel suo giardino. Ha affidato la sua "parola" (la sua essenza invisibile) alla terra, sapendo che il suo corpo (la natura visibile) era in pericolo.
Il Parallelo: Come il seme deve morire nella terra per dare frutto, il taccuino di Vakulenko è diventato il simbolo di una verità che non può essere uccisa, proprio come Skovoroda sosteneva che "il mondo non può catturare" l'uomo che vive nello spirito.
2. Il Ciliegio come Simbolo Barocco
Il ciliegio sotto cui il taccuino è stato nascosto richiama l'emblematica di Skovoroda.
L'Albero della Vita: Per Skovoroda, l'albero è un simbolo della crescita spirituale e del legame tra cielo e terra. Il taccuino sepolto sotto le radici trasforma l'albero in un monumento vivente.
Il Ritrovamento: Quando lo scrittore Victoria Amelina (anche lei tragicamente uccisa in seguito da un missile) ha scavato per ritrovare il diario su indicazione del padre di Vakulenko, ha compiuto un atto di maieutica skovorodiana: ha portato alla luce la "verità nascosta".
3. La Srodna Pratsia della Testimonianza
Vakulenko era un autore di libri per bambini e un poeta. La sua Srodna Pratsia (lavoro affine) era la parola.
L'Ultima Scrittura: Nel taccuino, egli descrive l'occupazione non con odio cieco, ma con la precisione di chi deve restare fedele alla propria natura di osservatore e poeta. Scrivere in quel momento era il suo modo di "coltivare il proprio giardino" interiore, nonostante l'orrore esterno.
Il taccuino testimonia un uomo che, fino all'ultimo, ha ascoltato il proprio cuore, rifiutando di farsi piegare dalla violenza imperiale, esattamente come Skovoroda rifiutò gli inviti della zarina Caterina II.
4. Il Manoscritto che "Sfugge al Mondo"
L'epitaffio di Skovoroda — "Il mondo mi ha dato la caccia, ma non mi ha catturato" — trova in Vakulenko una realizzazione moderna e tragica.
La Vittoria dello Spirito: Gli occupanti hanno ucciso l'uomo, ma non sono riusciti a catturare il suo pensiero. Il taccuino, riemerso dal fango, è la prova tangibile che la parola libera è più forte della forza bruta.
Circolazione: Oggi quel diario è stato pubblicato e tradotto, diventando un "manoscritto errante" che parla al mondo intero, portando con sé il "battito del cuore" di un'intera nazione.
Conclusione: Una Reliquia Cordocentrica
Il taccuino di Vakulenko è la dimostrazione che il cordocentrismo ucraino non è una teoria astratta, ma una pratica di resistenza. Esso insegna che:
Il Cuore è l'unico archivio sicuro.
La Verità può essere sepolta, ma non distrutta.
L'Uomo che resta fedele alla propria "natura invisibile" vince sulla morte.
SKOVORODA E ANDREY HUMENIUK
Il romanzo-cronaca "Afrika" di Andriy Humeniuk è una delle manifestazioni più pure del cordocentrismo di Skovoroda applicato alla guerra moderna. Humeniuk non è solo un soldato, ma un pittore e scrittore che vive il fronte come un'esperienza spirituale ed estetica profonda.
Ecco come il "cuore" di Skovoroda pulsa nelle pagine di Afrika:
1. La Guerra come Microcosmo e "Conosci Te Stesso"
Per Skovoroda, l'autoconoscenza era l'unico modo per trovare Dio. In Afrika, la trincea diventa il laboratorio di questa ricerca:
L'Essenzialità: Sotto il fuoco, tutte le "nature visibili" superflue (status sociale, beni materiali) cadono. Resta solo il cuore nudo. Humeniuk descrive la guerra non come epica esteriore, ma come un viaggio brutale verso il centro di se stessi.
La Scelta Morale: Come il "pellegrino" Skovoroda, il soldato di Humeniuk deve decidere ogni istante chi essere. La guerra costringe il cuore a una chiarezza assoluta: o è luce o è ombra.
2. La Srodna Pratsia (Il Lavoro Affine) del Guerriero-Artista
Humeniuk incarna perfettamente il concetto di Srodna Pratsia:
L'Arma e il Pennello: Egli non combatte per professione, ma per una necessità naturale di difendere il proprio "Giardino" (l'Ucraina). La sua scrittura e la sua pittura dal fronte sono estensioni del suo dovere spirituale.
Creatività come Resistenza: Nel romanzo, l'atto di osservare la bellezza (un tramonto tra i crateri, il volto di un compagno) è un atto di fedeltà alla propria natura divina. Il soldato "affine" alla sua terra combatte meglio perché il suo cuore è in armonia con lo scopo.
3. La "Natura Invisibile" dei Compagni
Skovoroda cercava l'eterno nel temporaneo. Humeniuk applica questa visione ai suoi fratelli d'arme:
Oltre l'Uniforme: Il romanzo-cronaca non si sofferma solo sulla tattica, ma cerca la "Natura Invisibile" dei soldati. Ogni ritratto umano è un tentativo di scorgere l'anima dietro il fango e la fatica.
Il Cuore Collettivo: La fratellanza in Afrika è una forma di "comunione cordocentrica". Il dolore per la perdita di un compagno non è solo un dato statistico, ma una ferita nel "cuore universale" del battaglione.
4. Lo Stile: Un Barocco Contemporaneo
Lo stile di Humeniuk riflette l'estetica barocca cara a Skovoroda:
Sintesi di Opposti: Il romanzo mescola il linguaggio crudo del fronte con riflessioni filosofiche altissime. Questa coesistenza di "fango e spirito" è l'essenza dell'estetica ucraina: trovare il sacro nel profano.
Simbolismo Vivo: Gli oggetti quotidiani della guerra (una tazza di ferro, una scheggia, un cane randagio) diventano emblemi di verità più grandi, proprio come i simboli nei dialoghi di Skovoroda.
5. Il Cuore che "Non si fa Catturare"
Il titolo stesso, Afrika, rimanda a un altrove, a una libertà interiore. Nonostante l'accerchiamento fisico della guerra, il narratore mantiene una libertà skovorodiana:
Il mondo (la guerra, la morte, il nemico) cerca di catturare il soldato, ma il suo spirito "errante" resta libero grazie alla scrittura. Il romanzo è la prova che il cuore può restare un luogo di pace interiore anche nel centro della guerra.
In "Afrika" di Andriy Humeniuk, la "gioia metafisica" (Radosh) di Skovoroda subisce una trasfigurazione estrema. Per Skovoroda, la gioia non era un'emozione superficiale, ma la prova che l'anima era "in asse" con Dio e con la propria natura interiore.
Nelle cronache di Humeniuk, questa gioia appare paradossalmente proprio quando la realtà esterna è più atroce, manifestandosi nei seguenti modi:
1. La Gioia come "Dissonanza Cognitiva"
Humeniuk descrive momenti in cui, nel bel mezzo di un bombardamento o dopo una battaglia estenuante, il soldato viene colto da un'improvvisa, inspiegabile euforia.
Perché accade? Non è follia, ma la Radosh skovorodiana: il cuore sperimenta la propria sopravvivenza spirituale. È la gioia di accorgersi che, nonostante tutto il "fango" (la natura visibile), la "luce interiore" (la natura invisibile) è ancora accesa.
Il paradosso: Più la morte è vicina, più la scintilla della vita nel cuore brilla intensamente, creando una bellezza che Humeniuk cattura con la precisione di un pittore.
2. Il "Lavoro Affine" come Fonte di Beatitudine
Seguendo la Srodna Pratsia, Humeniuk suggerisce che la gioia derivi dall'essere al proprio posto.
Nel romanzo, la Radosh emerge quando il soldato sente che la sua azione (difendere, proteggere, resistere) è in totale armonia con il suo imperativo morale.
C'è una dignità estetica nel compiere il proprio dovere che genera una pace profonda, una "dolcezza" che Skovoroda associava alla vita vissuta secondo la propria natura.
3. La Bellezza del Dettaglio come "Piccola Epifania"
Humeniuk trova la gioia metafisica in frammenti di realtà che un occhio distratto ignorerebbe:
Il sapore di un caffè bollente in una tazza di metallo, il colore di un tramonto che taglia il fumo nero, il calore di un cane randagio che dorme in una trincea.
Questi momenti sono "finestre sul divino". Per Humeniuk, come per Skovoroda, la gioia è la capacità di vedere l'eterno nel minuscolo. È una forma di resistenza: il nemico può distruggere la città, ma non può impedire al cuore di provare gioia per la luce del sole.
4. La Gioia della "Libertà Interiore"
C'è un senso di trionfo skovorodiano nel rendersi conto che la propria felicità non dipende più dalle circostanze esterne (comfort, sicurezza, pace), ma dalla propria integrità.
Humeniuk descrive la libertà del soldato che non possiede più nulla se non il proprio cuore. Questa "povertà radiosa" è l'essenza del pellegrino Skovoroda. Il soldato-poeta è libero perché ha già "vinto" la paura della morte attraverso l'accettazione del proprio destino.
5. La "Radosh" della Fratellanza
Infine, la gioia appare nel cuore collettivo. Un sorriso scambiato tra compagni coperti di polvere diventa un'esperienza mistica. È la conferma che l'umanità non è stata annientata. Questa gioia è il "miele" che rende sopportabile l'assenzio della guerra.
Andriy Humeniuk ci insegna che il cordocentrismo non è una filosofia per tempi facili, ma una forza d'urto: il cuore ferito non smette di cercare la Radosh, perché la gioia è l'unica prova definitiva che l'oscurità non ha vinto.
SINTESI DELL'ESTETICA DEL CUORE DI SKOVORODA
L'estetica di Hryhorij Skovoroda non è un catalogo di oggetti belli, ma una disciplina dello spirito che pone il cuore come centro di gravità dell'universo.
Ecco una sintesi dei pilastri e delle loro relazioni vitali:
1. Il Cuore (Cordocentrismo) come Centro Ontologico
Il cuore è l'abisso luminoso dove risiede la "Natura Invisibile" (divina). Non è emozione, ma l'organo della conoscenza suprema.
Relazione con l'Estetica: Una cosa è bella solo se riflette la luce del cuore. L'arte esteriore è "cenere" se non nasce da una verità interiore.
2. Le Due Nature e i Tre Mondi
Tutto ciò che esiste ha una faccia visibile (materiale) e una invisibile (eterna). L'universo si divide in Macrocosmo (Universo), Microcosmo (Uomo) e Mondo dei Simboli (Bibbia/Arte).
Relazione Estetica: L'estetica è l'atto di decifrare i simboli del mondo visibile per scorgere l'armonia invisibile. L'artista è un traduttore del divino.
3. Srodna Pratsia (Lavoro Affine)
La bellezza suprema è vivere e agire secondo la propria natura congenita.
Relazione con la Felicità: La Radosh (Gioia Metafisica) scaturisce solo quando il fare (lavoro) coincide con l'essere (cuore). L'uomo "affine" è un'opera d'arte vivente.
4. Il Simbolismo Barocco
Skovoroda usa emblemi (la fontana, la cicogna, il sole) per comunicare verità che la logica non può afferrare.
Relazione con la Forma: L'estetica barocca ucraina (dinamismo, tensione verso l'alto) è la veste formale del suo pensiero: una ricerca incessante di trascendenza.
5. Il Pellegrinaggio e la Libertà
L'estetica di Skovoroda culmina nella Libertà. Il filosofo errante che "il mondo non ha catturato" è l'ideale estetico dell'uomo che ha trovato il proprio centro nel cuore, rendendosi immune alle lusinghe materiali.
Skovoroda (XVIII sec.) Armonia: Il cuore come specchio sereno del divino e della natura.
Pavlo Tychyna Musica: Il cuore come "clarinetto" in risonanza con l'armonia cosmica.
Lina Kostenko Etica: Il cuore come tribunale morale e custode della memoria storica.
V. Vakulenko / A. Humeniuk Ferita/Testimonianza: Il cuore che batte nel fango della guerra, preservando l'umanità.
Sintesi Finale
L'estetica ucraina di matrice skovorodiana insegna che la bellezza è una forma di resistenza morale. Il "cuore ferito" della letteratura contemporanea non è una sconfitta, ma la prova che la Natura Invisibile (l'identità, la dignità) sopravvive alla distruzione della Natura Visibile (le città, i corpi).
In definitiva , l'estetica di Skovoroda ci conduce nel "cuore" pulsante della cultura ucraina, che non è solo un reperto del passato, ma una forza viva che permette di trovare la "gioia metafisica" (Radosh) anche nelle prove più dure.
Nessun commento:
Posta un commento