domenica 15 febbraio 2026

La pedagogia di Myroslava Zvarychevska: principi, metodo e sviluppi, di Yaryna Moroz e Carlo Sarno



La pedagogia di Myroslava Zvarychevska (1936-2015): principi, metodo e sviluppi

di Yaryna Moroz e Carlo Sarno




INTRODUZIONE

La figura di Myroslava Zvarychevska (citata nel contesto della resistenza intellettuale ucraina) rappresenta un pilastro della pedagogia della resistenza culturale e della rinascita nazionale ucraina.
Più che un "metodo didattico" in senso stretto (come quello di Montessori o Dewey), la sua pedagogia è un approccio etico e civile all'educazione, sviluppatosi in un clima di forte repressione politica.

I Fondamenti della sua Visione Pedagogica
La pedagogia di Zvarychevska si basa sul concetto che l'educazione non sia solo trasmissione di nozioni, ma un atto di libertà. I punti cardine includono:
L'identità come base dell'apprendimento: Credeva fermamente che un bambino non potesse svilupparsi pienamente senza radici culturali. L'insegnamento della lingua, della storia e delle tradizioni ucraine era considerato lo strumento principale per formare una personalità integra.
L'integrità morale del docente: Per Myroslava, l'insegnante è un modello di coraggio civile. La sua vita stessa (segnata dall'arresto nel 1965 e dalla persecuzione da parte del KGB) testimonia l'idea che non si possa educare alla verità se non si vive nella verità.
Umanesimo e dignità: In opposizione alla pedagogia sovietica del "collettivismo" forzato, lei poneva l'accento sulla dignità individuale dello studente, incoraggiando il pensiero critico e l'autocoscienza.

Il Contesto degli "Sestydesyatnyky" (Anni '60)
Myroslava Zvarychevska faceva parte del movimento dei Sestydesyatnyky (i "Sessantini"), un gruppo di intellettuali che lottarono per i diritti umani e la tutela della cultura ucraina. La sua pedagogia è dunque "militante":
Resistenza alla Russificazione: Ha promosso l'uso della lingua ucraina non come mero strumento comunicativo, ma come atto di autodeterminazione.
Educazione Clandestina: Parte del suo lavoro pedagogico si è svolto attraverso la diffusione del Samizdat (pubblicazioni clandestine), educando i giovani a leggere tra le righe e a cercare fonti storiche non censurate.
Il legame tra Famiglia e Scuola: Sosteneva che la famiglia dovesse essere il primo luogo di protezione della cultura contro la propaganda statale.

Sintesi dell'Approccio
Elemento Caratteristica principale
Obiettivo Formare un cittadino consapevole e libero.
Metodo Narrazione storica veritiera e valorizzazione del patrimonio linguistico.
Valore Cardine Libertà di coscienza e amore per la propria terra.
Ruolo del Maestro Guida morale e custode della memoria storica.

Conclusione
Oggi Myroslava Zvarychevska è ricordata non solo come filologa e insegnante, ma come una "pedagoga dello spirito". La sua eredità risiede nell'idea che l'educazione sia l'arma più potente contro l'oppressione e che la scuola debba essere il luogo in cui si forma la coscienza nazionale di un popolo.



MYROSLAVA ZWARYCHEVSKA E I DISSIDENTI "SESSANTINI"

Il movimento dei Sessantini (Shistdesyatnyky) rappresenta il "cuore pulsante" della rinascita culturale ucraina durante il periodo del "disgelo" di Krusciov. In questo contesto, Myroslava Zvarychevska non fu solo una spettatrice, ma una protagonista della transizione dall'impegno culturale al dissenso politico.

1. Il "Disgelo" e il Risveglio Culturale
Negli anni '60, l'allentamento della repressione staliniana permise a una nuova generazione di intellettuali di esplorare temi precedentemente proibiti.
Contro il Realismo Socialista: I Sessantini rifiutarono i canoni artistici imposti dallo Stato, cercando nuove forme espressive e un ritorno ai valori dell'umanesimo e dell'individualità.
Difesa della Lingua: In un'epoca di intensa russificazione, Myroslava e i suoi colleghi promossero l'ucraino come lingua di cultura alta e moderna, non solo folcloristica.

2. Myroslava Zvarychevska e il Samvydav
Myroslava fu una figura chiave nella rete di distribuzione clandestina del materiale proibito, noto come Samvydav (Samizdat in russo).
L'educazione al di fuori dello Stato: Come insegnante e filologa, utilizzava questi testi per educare i giovani a una storia dell'Ucraina non censurata dal regime sovietico.
Il legame con i leader: Lavorò a stretto contatto con figure come Ivan Svitlychnyi e Vyacheslav Chornovil, trasformando la critica letteraria in una forma di resistenza civile.

3. La repressione del 1965: Il Punto di Svolta
Il clima di relativa libertà finì bruscamente a metà degli anni '60.
L'arresto: Myroslava Zvarychevska fu arrestata nell'agosto del 1965 durante la prima grande ondata di repressioni contro l'intellighenzia ucraina.
L'impatto pedagogico: Il suo arresto e la successiva persecuzione trasformarono la sua figura in un simbolo. La sua "pedagogia" divenne una testimonianza vivente: insegnare la libertà significava essere pronti a pagarne il prezzo personale.

4. Eredità nel Dissenso
Dopo il carcere, nonostante le restrizioni professionali, Myroslava continuò a influenzare i circoli dissidenti, mantenendo vivo lo spirito dei Sessantini fino all'indipendenza dell'Ucraina nel 1991.



LA TEORIA PEDAGOGICA DI MYROSLAVA ZVARYCHEVSKA

La teoria pedagogica di Myroslava Zvarychevska (1936-2015) non è un sistema accademico astratto, ma una pratica di "resistenza etica" nata dall'incrocio tra la filologia ucraina e l'attivismo dissidente. Definitiva dai suoi contemporanei come un'insegnante "da Dio", la sua pedagogia si fonda su tre pilastri principali:

1. La Pedagogia della "Parola Viva"
In quanto filologa, Zvarychevska considerava la lingua ucraina non solo come oggetto di studio, ma come il fondamento stesso della coscienza individuale.
Identità come Etica: Per lei, parlare e insegnare in ucraino sotto il regime sovietico non era solo un atto culturale, ma una scelta morale di autenticità.
Rifiuto del Dogmatismo: Contrastava il metodo mnemonico e ideologico del sistema sovietico, proponendo un approccio analitico ai testi classici (come quelli di Taras Shevchenko) per risvegliare il senso critico e la dignità umana.

2. Il Docente come "Modello di Integrità"
Nella sua visione, l'efficacia pedagogica dipende totalmente dalla statura morale dell'educatore.
L'Unità tra Vita e Insegnamento: La sua prigionia politica (1965-1966) e il successivo isolamento professionale divennero parte della sua lezione. Dimostrò ai suoi studenti che la verità storica e letteraria va difesa anche a costo della libertà personale.
Mentorship empatica: Promuoveva una relazione basata sull'onestà intellettuale, dove il docente non è un trasmettitore di verità di Stato, ma un compagno di ricerca spirituale.

3. La Formazione del "Cittadino Cosciente"
Zvarychevska anticipò temi della pedagogia moderna ucraina focalizzandosi sulla formazione della personalità piuttosto che sulla mera istruzione tecnica.
Cordocentrismo: Tipico della tradizione filosofica ucraina, questo approccio pone il "cuore" (inteso come centro emotivo e spirituale) al centro dell'apprendimento, cercando di formare individui capaci di empatia e amore per la propria terra.
Cultura Samvydav come Didattica: Utilizzò la circolazione di testi clandestini per insegnare agli studenti a confrontare le fonti, sviluppando un'autonomia di giudizio necessaria per sopravvivere alla propaganda.

In sintesi, la sua teoria può essere definita una pedagogia dell'autocoscienza nazionale, dove l'istruzione è lo strumento per liberare l'individuo dalle oppressioni interne ed esterne.



LA METODOLOGIA PEDAGOGICA

La metodologia pedagogica di Myroslava Zvarychevska si distingue per essere un modello di didattica civile, dove l'insegnamento della filologia diventa uno strumento di emancipazione politica e spirituale.
A differenza dei metodi accademici tradizionali, la sua pratica si articolava attraverso tre direttrici metodologiche principali:

1. Metodo Filologico-Identitario
Zvarychevska utilizzava la lingua e la letteratura non come materie statiche, ma come veicoli di coscienza nazionale.
Analisi critica dei testi: Invece di limitarsi alla grammatica, guidava gli studenti in un'esegesi profonda dei classici (come Taras Shevchenko), ricercando i messaggi di libertà e dignità umana spesso oscurati dalla propaganda sovietica.
La Parola come Verità: La sua metodologia prevedeva l'uso rigoroso della lingua ucraina "alta" per contrastare la russificazione, trasformando ogni lezione in un atto di affermazione culturale.

2. Didattica del "Modello Vivente"
Il cuore della sua metodologia risiede nella coerenza etica del docente.
Testimonianza personale: Per Zvarychevska, l'insegnante non trasmette solo nozioni, ma uno stile di vita. La sua stessa esperienza di dissidente e prigioniera politica fungeva da "lezione silenziosa" sulla resistenza e l'integrità morale.
Relazione empatica: Rifiutava l'autoritarismo sovietico a favore di un rapporto basato sul rispetto della dignità dello studente, incoraggiando il dialogo e la ricerca della verità interiore.

3. Utilizzo Strategico delle Fonti Clandestine (Samvydav)
Nella sua pratica educativa "militante", integrava materiali non ufficiali per scardinare il monopolio informativo statale.
Educazione al confronto: Spingeva gli studenti a confrontare le narrazioni ufficiali con i testi proibiti che lei stessa contribuiva a diffondere. Questo approccio mirava a sviluppare un pensiero autonomo e una capacità di analisi storica indipendente.
Apprendimento situato nella realtà: La conoscenza non era fine a se stessa, ma doveva servire a comprendere e trasformare il difficile contesto politico in cui vivevano.

La sua metodologia può essere descritta come un umanesimo integrale che fondeva l'eccellenza accademica nella filologia con un impegno sociale radicale, trasformando l'aula in uno spazio di libertà intellettuale.



SKOVORODA E ZWARYCHEVSKA

La relazione tra Hryhorij Skovoroda (il "Socrate ucraino") e Myroslava Zvarychevska è profonda e di natura filosofico-spirituale. Zvarychevska ha agito come erede moderna della tradizione del "Cordocentrismo" (la filosofia del cuore) tipica di Skovoroda, adattandola alla resistenza anti-sovietica.
Ecco i punti di contatto chiave tra le due figure:

1. La Filosofia del Cuore (Cordocentrismo)
Skovoroda: Sosteneva che la vera conoscenza nasce dall'ascolto del proprio cuore, sede della scintilla divina e della verità interiore.
Zvarychevska: Ha applicato questo principio nella pedagogia, insegnando che l'educazione non è accumulo di dati, ma un percorso di auto-scoperta spirituale. Per lei, come per Skovoroda, la libertà esteriore è impossibile senza la libertà interiore del cuore.

2. Il Concetto di "Srodna Pratsya" (Lavoro Affine)
Skovoroda: Teorizzò che la felicità umana risiede nel seguire la propria inclinazione naturale (il "lavoro scelto per natura").
Zvarychevska: Ha trasformato questa teoria in un atto di resistenza. In un sistema che voleva trasformare gli individui in "ingranaggi" dello Stato, lei educava gli studenti a scoprire la propria vocazione autentica, legandola indissolubilmente al servizio per la propria cultura e nazione.

3. L'Insegnante come Viandante e Modello
Skovoroda: Scelse di essere un filosofo errante, rifiutando cariche ufficiali per mantenere la propria integrità ("Il mondo mi ha dato la caccia, ma non mi ha catturato").
Zvarychevska: Ha incarnato lo stesso distacco morale dal potere. Nonostante le persecuzioni e il carcere, è rimasta una "maestra libera" nello spirito, dimostrando che l'autorità del docente non deriva dal grado burocratico, ma dall'integrità della sua vita.

4. La Bibbia e i Classici come Specchi dell'Anima
Entrambi vedevano nei testi (Skovoroda nelle Scritture, Zvarychevska nei classici della letteratura ucraina come Shevchenko) non solo libri da studiare, ma specchi in cui l'allievo deve imparare a leggere la propria identità e dignità.

In sintesi, se Skovoroda ha fornito le fondamenta filosofiche dell'identità ucraina, Zvarychevska ha trasformato quei principi in una metodologia di sopravvivenza culturale durante il totalitarismo.


Nelle sue lezioni clandestine e nei circoli del Samvydav, Myroslava Zvarychevska utilizzava Hryhorij Skovoroda non come un reperto archeologico del XVIII secolo, ma come un "manuale di autodifesa spirituale" contro l'omologazione sovietica.
Il suo metodo di spiegazione si concentrava su tre concetti operativi che trasformavano la filosofia in azione pedagogica:

1. La "Conoscenza di Sé" come Atto Politico
Zvarychevska partiva dal celebre motto di Skovoroda: "Conosci te stesso" (Piznaj sebe).
La spiegazione: In un sistema che imponeva l'identità di "uomo sovietico" (astratta e collettivista), Myroslava spiegava che il primo dovere di uno studente era scoprire la propria essenza individuale e nazionale.
L'applicazione: Insegnava che l'introspezione promossa da Skovoroda era l'unico modo per non farsi manipolare dalla propaganda. Se conosci chi sei (le tue radici, la tua lingua), il potere esterno non può "riempirti" con le sue menzogne.

2. Il "Lavoro Affine" (Srodna Pratsya) contro l'Alienazione
Uno dei pilastri di Skovoroda è l'idea che l'uomo sia felice solo se svolge il lavoro per cui la Natura lo ha creato.
La spiegazione: Zvarychevska contrapponeva questo concetto al sistema del lavoro forzato e della pianificazione statale dell'URSS, dove l'individuo era solo una funzione della produzione.
L'applicazione: Esortava i suoi allievi a cercare la propria vocazione autentica. Spiegava che essere un insegnante, un poeta o un artigiano "secondo natura" era un modo per restare integri. Diceva spesso: "Se segui la tua natura, sei libero anche in catene".

3. I "Due Mondi" e il Cuore
Skovoroda teorizzava l'esistenza di un mondo visibile (materiale) e uno invisibile (spirituale/eterno).
La spiegazione: Myroslava utilizzava questa dicotomia per aiutare i giovani a sopportare la grigia realtà del regime. Il "mondo visibile" era quello della censura e della polizia; il "mondo invisibile" era quello della cultura, della verità e della dignità che nessuno poteva arrestare.
Il Simbolo del Cuore: Spiegava che il Cuore è il centro di gravità di questo mondo invisibile. Nelle sue lezioni, il "cuore" di Skovoroda diventava la bussola morale per distinguere il bene dal male in un'epoca di compromessi etici.

4. La "Libertà" (De Libertate)
Zvarychevska amava citare il carme di Skovoroda dedicato alla libertà.
La spiegazione: Commentava i versi in cui Skovoroda loda la libertà come il bene più prezioso, superiore all'oro.
L'impatto: In un contesto di sorveglianza costante, questa non era un'analisi letteraria, ma un incitamento alla resistenza. Insegnava che la libertà non è un dono del governo, ma una condizione dell'anima che va difesa con lo studio e la rettitudine.

Il metodo "Socratico" di Myroslava
Nelle sue lezioni su Skovoroda, Zvarychevska non faceva mai lunghi monologhi. Usava il dialogo socratico: poneva domande scomode, spingeva gli studenti a trovare contraddizioni tra la filosofia e la vita quotidiana, e li incoraggiava a scrivere riflessioni proprie.
Questo stile "Skovorodiano" di insegnamento — nomade, umile e profondamente etico — è ciò che le permise di formare una generazione di intellettuali che non si piegarono al regime.


Una delle testimonianze più toccanti proviene dai ricordi dei suoi allievi e colleghi del circolo di Leopoli (raccolti in parte da archivi come quelli del Museo del Movimento Dissidente).
Un ex studente descrive una lezione clandestina su Skovoroda tenuta in un piccolo appartamento, un momento che definisce la sua "seconda nascita".

Il racconto della "Lezione del Cuore"
L'allievo ricorda che Myroslava non leggeva da un libro, ma recitava a memoria, guardando ognuno negli occhi. Il tema era il concetto di "Libertà" (Volya) in Skovoroda.
L'atmosfera di tensione: Fuori c'era il grigiore del regime e il timore costante delle perquisizioni. Myroslava iniziò citando il verso di Skovoroda: "Cosa è la libertà? Qual è il suo valore? Dicono sia come l'oro, ma l'oro è nulla rispetto ad essa".
La provocazione pedagogica: Myroslava chiese bruscamente: "Se domani vi portassero via i libri, la casa e la possibilità di parlare, sareste ancora liberi?". La classe rimase in silenzio. Lei spiegò che, per Skovoroda, la libertà non è qualcosa che lo Stato ti concede, ma una fortezza interna che costruisci studiando la verità.
L'impatto trasformativo: L'allievo racconta: "In quel momento capii che la mia sottomissione al sistema era una scelta, non una condanna. Myroslava ci stava dando le chiavi per uscire dalla prigione mentale prima ancora di finire in quella reale".

Questo aneddoto rivela il cuore della sua metodologia:
Simbiosi tra Testo e Vita: La poesia di Skovoroda non era letteratura, era un test di realtà.
Responsabilizzazione: Non consolava gli studenti, ma li sfidava a diventare "forti come l'acciaio" attraverso la cultura.
Esempio Vivente: Lo studente conclude dicendo che, quando Myroslava fu effettivamente arrestata nel 1965, nessuno di loro si stupì del suo coraggio: lei stava semplicemente mettendo in pratica la sua lezione su Skovoroda.

Questa testimonianza spiega perché, nella moderna Ucraina, Zvarychevska sia considerata l'anello di congiunzione tra l'illuminismo spirituale del '700 e la resistenza civile del XXI secolo.



LA PEDAGOGIA DI MONTESSORI E ZVARYCHEVSKA

Sebbene Myroslava Zvarychevska e Maria Montessori operino in contesti storici e geografici distanti, la loro relazione pedagogica risiede in una profonda convergenza di valori antropologici, orientati alla liberazione dell'individuo.
Mentre il Metodo Montessori si è consolidato come sistema educativo scientifico basato sull'autonomia infantile, la pedagogia di Zvarychevska ha rappresentato un'applicazione etica di principi simili in un contesto di resistenza politica.

Analogie Fondamentali
L'Indipendenza come fine: Entrambe vedono l'educazione non come un'imposizione dall'alto, ma come un processo per favorire la libertà di scelta e l'indipendenza dello studente.
Rispetto per l'Individualità: Montessori promuove lo sviluppo delle abilità morali e cognitive di ogni essere umano in un ambiente preparato; Zvarychevska difendeva la dignità individuale contro il collettivismo sovietico, ponendo l'allievo al centro del processo educativo.
Ruolo del Docente: Per Montessori l'insegnante è una "guida" o facilitatore che non interferisce col potenziale del bambino. Per Zvarychevska, il docente è un modello di integrità che guida lo studente verso la verità attraverso l'esempio personale.
Educazione alla Pace e alla Libertà: Montessori sosteneva che stabilire una pace duratura fosse il compito primario dell'educazione; Zvarychevska vedeva nell'istruzione l'arma per liberare la coscienza nazionale dall'oppressione totalitaria.

Differenze di Contesto e Metodo
Aspetto:    Maria Montessori    -   Myroslava Zvarychevska
Focus:    Pedagogia scientifica e sviluppo sensoriale.   -   Resistenza culturale e filologica.
Strumenti:  Materiali didattici specifici e ambiente preparato.   -   Letteratura classica, Samvydav e coscienza storica.
Obiettivo:    Sviluppo armonioso della personalità infantile.    -   Formazione di un cittadino libero e consapevole delle proprie radici.

In Ucraina, la rinascita dell'interesse per le idee pedagogiche di Montessori dagli anni '90 si è intrecciata con il recupero delle tradizioni nazionali difese da figure come Zvarychevska, poiché entrambe rispondono alla necessità di formare persone capaci di compiere scelte libere e responsabili.



LA PEDAGOGIA DI RODARI E ZVARYCHEVSKA

La relazione tra Gianni Rodari e Myroslava Zvarychevska non è una discendenza diretta, ma una profonda affinità nell'uso dell'immaginazione e della parola come strumenti di liberazione contro il dogmatismo.
Sebbene Rodari fosse un autore tradotto e apprezzato nell'URSS (grazie al suo legame con il PCI), la sua pedagogia della creatività dialoga con la resistenza di Zvarychevska su piani inaspettati:

1. La Parola come Strumento di Libertà
Rodari: Nella sua Grammatica della fantasia, sosteneva che "tutti gli usi della parola a tutti" è un motto dal valore democratico. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.
Zvarychevska: Applicava lo stesso principio alla lingua ucraina. Per lei, riappropriarsi della parola autentica (non contaminata dalla neolingua sovietica) era il primo passo per non essere schiavi del regime.

2. L'Antidogmatismo e l'Errore Creativo
Rodari: Celebrava l'errore creativo come rottura delle regole fisse e nascita di nuove possibilità.
Zvarychevska: Combatteva il dogmatismo della scuola sovietica, che imponeva un'unica interpretazione della realtà. La sua metodologia spingeva gli studenti a "leggere tra le righe", usando l'intuizione critica per smascherare le verità di Stato.

3. La Funzione Civile della Letteratura
Entrambi vedevano nel testo letterario un mezzo per formare la coscienza civile:
Rodari usava la filastrocca e il paradosso per spiegare ai bambini l'ingiustizia sociale e la solidarietà.
Zvarychevska usava i classici ucraini e il Samvydav per educare i giovani al coraggio di avere un'opinione propria in una società totalitaria.

4. Il Bambino come Soggetto Attivo
Mentre la pedagogia sovietica ufficiale voleva il bambino come un "vaso da riempire" di ideologia, sia Rodari che Zvarychevska consideravano l'allievo un soggetto pensante e creativo. Per Rodari la creatività era una funzione dell'intelligenza; per Zvarychevska era la base dell'autocoscienza nazionale.

Mentre Rodari operava in una democrazia occidentale cercando di liberare la mente dalle pigrizie logiche, Zvarychevska operava in un regime totalitario usando la stessa "scintilla creativa" per preservare l'umanità dei suoi studenti.



ZVARYCHEVSKA E LA PEDAGOGIA UCRAINA CONTEMPORANEA

L'attuale pedagogia ucraina vede in Myroslava Zvarychevska una delle madri nobili della "Nuova Scuola Ucraina" (NUS), la riforma educativa lanciata nel 2017 che mira a de-sovietizzare l'insegnamento. La sua eredità è passata da essere un atto di dissidenza a diventare il cardine del sistema scolastico nazionale.
La relazione si articola su tre punti fondamentali:

1. Il passaggio dall'Istruzione all'Educazione Civica
La riforma attuale, promossa dal Ministero dell'Istruzione e della Scienza dell'Ucraina, sposta il focus dalle semplici conoscenze alle competenze trasversali. Zvarychevska fu pioniera in questo, insegnando che la letteratura non serve a passare un esame, ma a formare un cittadino capace di pensiero critico e resistenza intellettuale.

2. La Valorizzazione della Lingua come Identità
Oggi, la legge sull'istruzione ucraina pone la lingua nazionale al centro del processo educativo. Questa non è vista solo come mezzo di comunicazione, ma come "codice genetico" della nazione, esattamente come sostenuto da Zvarychevska nelle sue lezioni clandestine degli anni '60. Il suo approccio filologico è oggi la base dei programmi ministeriali di letteratura ucraina.

3. La Pedagogia del Partenariato
La pedagogia di Zvarychevska si basava sul rispetto della dignità dello studente e sul dialogo paritario, in netto contrasto con l'autoritarismo sovietico. Questo principio è oggi codificato nella riforma NUS sotto il nome di "Pedagogia del Partenariato" (Pedahohika partnerstva), che promuove la collaborazione tra insegnante, studente e genitori.

4. La Resilienza e la Memoria Storica
Nel contesto dell'attuale conflitto armato, la pedagogia di Zvarychevska sulla resistenza spirituale è tornata di estrema attualità. Le scuole ucraine utilizzano oggi il suo esempio per insegnare la "resilienza psicologica" e l'importanza della memoria storica come strumento di difesa della sovranità nazionale.

In sintesi, la pedagogia di Zvarychevska è stata il laboratorio morale su cui è stata costruita l'identità della scuola dell'Ucraina indipendente.


Oggi la figura di Myroslava Zvarychevska viene presentata nei libri di testo e nei programmi scolastici ucraini non solo come un'intellettuale del passato, ma come un modello civico di riferimento per la costruzione della moderna identità nazionale.
La sua presenza nei materiali didattici della Nuova Scuola Ucraina (NUS) si articola principalmente in tre ambiti:

1. Storia dell'Ucraina: Il Movimento dei Sessantini
Nei manuali di storia per la scuola secondaria, Zvarychevska è citata come figura chiave della resistenza intellettuale degli anni '60.
La dissidenza come valore: Viene presentata insieme a figure come Vyacheslav Chornovil e Ivan Svitlychnyi. Il suo arresto nel 1965 è descritto come un momento di svolta che segna il passaggio dalla speranza del "disgelo" alla repressione sistematica del regime sovietico.
Il ruolo del Samvydav: I libri di testo evidenziano il suo ruolo nella diffusione clandestina di informazioni, insegnando agli studenti l'importanza della libertà di stampa e dell'accesso a fonti storiche non censurate.

2. Letteratura Ucraina: La Filologia come Difesa
Nei programmi di letteratura, la sua figura è utilizzata per spiegare il legame tra lingua e libertà.
Analisi dei classici: Viene citata per il suo metodo di analisi dei testi di Taras Shevchenko, mostrato come esempio di come la letteratura possa essere uno strumento per mantenere viva la coscienza nazionale sotto occupazione culturale.
Patriottismo umanistico: La sua pedagogia è presentata come un esempio di "patriottismo non ideologico", basato sull'amore per la cultura e il rispetto della dignità umana.

3. Educazione Civica: L'Integrità Morale
Nelle ore di educazione civica e "Basi della salute e del benessere", Zvarychevska funge da esempio per lo sviluppo delle competenze socio-emotive e della resilienza.
Il coraggio delle proprie idee: La sua biografia viene utilizzata per discutere i concetti di coraggio civile e responsabilità individuale.
Pedagogia del Partenariato: Il suo approccio empatico con gli studenti, che rifiutava l'autoritarismo, è oggi citato come precursore dei principi di partnership tra insegnante e allievo promossi dalla riforma NUS..

Nei libri di testo ucraini, Myroslava Zvarychevska è passata da "nemica dello Stato" (nel periodo sovietico) a "Maestra della Nazione", incarnando l'ideale di un'istruzione che libera la mente e fortifica lo spirito.


Nei moderni manuali di storia ucraina (come quelli curati da Hrytsak o Vlasov per le classi 11ª), la narrazione del 1965 è un momento centrale. La figura di Myroslava Zvarychevska viene inserita nel capitolo intitolato solitamente "La repressione contro i Sessantini" o "Il risveglio della coscienza nazionale".
Ecco come viene tipicamente strutturato il racconto della sua biografia come atto pedagogico:

1. Il contesto: Il "Processo dei 20"
Il libro di testo introduce l'ondata di arresti dell'agosto 1965. Zvarychevska viene presentata come l'unica donna tra gli intellettuali arrestati a Leopoli.
Il focus: Non si parla solo del reato politico (diffusione di Samvydav), ma del fatto che lei fosse un'insegnante. Questo serve a spiegare agli studenti moderni che per il regime sovietico il pericolo maggiore non era la violenza, ma la cultura trasmessa nelle scuole.

2. Il "Crimine" della Lettura
Il manuale riporta spesso documenti d'archivio o testimonianze sul materiale sequestrato a Myroslava: saggi sulla storia dell'Ucraina, poesie proibite e testi sulla lingua.
Obiettivo didattico: Far riflettere gli studenti sul valore della libertà di informazione. Si pone la domanda: "Perché un libro o una poesia potevano essere considerati pericolosi per uno Stato totalitario?"

3. La Testimonianza in Aula (Il Processo)
Un dettaglio spesso citato è la sua dignità durante il processo a porte chiuse. Nonostante le pressioni del KGB, Myroslava non rinnegò le sue convinzioni pedagogiche.
Esempio di Coraggio Civile: Il testo mette in luce come lei abbia difeso il diritto degli ucraini di studiare la propria storia autentica. Questo episodio viene usato per definire il concetto di "resistenza morale" (moralny opir).

4. L'Eredità: "Insegnare senza cattedra"
I manuali descrivono il periodo successivo al carcere, quando le fu proibito di insegnare nelle scuole ufficiali.
La Pedagogia dell'Invisibile: Viene spiegato che, nonostante il divieto formale, Myroslava continuò a formare generazioni di intellettuali attraverso conversazioni private, circoli culturali e la sua stessa condotta di vita. Il libro di testo conclude che "non è la cattedra a fare l'insegnante, ma la verità che egli porta".

Un estratto-tipo dai manuali:
"Myroslava Zvarychevska ha dimostrato che la pedagogia non si esaurisce tra le mura di una classe. Quando le è stata tolta la possibilità di parlare ai suoi allievi, la sua stessa vita è diventata una lezione di storia e di etica. Ella incarna l'ideale del pedagogo-cittadino che pone la verità al di sopra della propria sicurezza."



ESEMPIO: UNA POESIA/TESTO DELLE LEZIONI DI ZVARYCHEVSKA

Nelle sue lezioni e nel suo lavoro di diffusione del Samvydav, Myroslava Zvarychevska faceva spesso riferimento alle opere di Taras Shevchenko, il poeta nazionale ucraino. Tuttavia, per i "Sessantini", Shevchenko non era un monumento polveroso, ma un autore "pericoloso" e rivoluzionario che parlava direttamente al loro presente.
Una delle opere che lei amava citare e analizzare con i suoi studenti è il poema "Ai morti, ai vivi e ai non ancora nati..." (I mertvym, i zhyvym, i nenarozhdennym...).

Analisi del testo: "Ai morti, ai vivi..."

Questo testo era centrale nella pedagogia di Zvarychevska perché fungeva da manifesto per il risveglio della coscienza.

1. La critica al servilismo intellettuale
In questo poema, Shevchenko scrive:
"Voi cercate la verità in terre straniere, mentre essa è nella vostra casa, nella vostra forza e nella vostra libertà."
L'interpretazione di Zvarychevska: Lei utilizzava questi versi per combattere il complesso di inferiorità culturale imposto dal regime sovietico. Insegnava che l'ucraino non doveva guardare a Mosca (o all'esterno) per definire se stesso, ma scavare nelle proprie radici.

2. Il concetto di "Sapere Autentico"
Shevchenko esorta:
"Studiate, leggete, imparate le cose straniere, ma non rinnegate le vostre."
La metodologia pedagogica: Myroslava vedeva in questo verso la base del suo approccio. Non era un nazionalismo chiuso: incoraggiava gli studenti a essere cittadini del mondo, a conoscere la letteratura russa, europea e la scienza, ma a farlo partendo da una solida base identitaria. Rinnegare la propria lingua per "progredire" era, ai suoi occhi, un suicidio spirituale.

3. La responsabilità verso le generazioni future
Il titolo stesso della poesia richiama i "non ancora nati".
La visione di Zvarychevska: Questo si collegava alla sua idea di continuità storica. Durante il processo del 1965, il suo silenzio o la sua fermezza erano dettati dalla consapevolezza che le sue azioni avrebbero influenzato i "non ancora nati". Insegnava ai suoi allievi che ogni atto di onestà intellettuale è un seme gettato per il futuro dell'Ucraina.

Un testo come "pedagogia pura"
Analizzare Shevchenko con Myroslava significava compiere un'operazione di de-codifica:
Contro lo Stato: Il regime presentava Shevchenko solo come un "contadino rivoluzionario che odiava gli zar".
La lezione di Myroslava: Lei mostrava lo Shevchenko esistenziale e filosofico, quello che parlava di dignità umana e di libertà interiore.
Questo metodo insegnava agli studenti la cosa più importante in un sistema totalitario: il dubbio metodico e l'indipendenza di giudizio.

Un aneddoto significativo
Si racconta che durante le perquisizioni del KGB, tra i materiali "sovversivi" trovati a casa di molti Sessantini, inclusa Myroslava, ci fossero semplici trascrizioni di poesie di Shevchenko fatte a mano. Il solo atto di copiare a mano un classico, fuori dai libri approvati dallo Stato, era considerato un atto pedagogico di riappropriazione della memoria.



LA RIFORMA DELLA "NUOVA SCUOLA UCRAINA" E LA PEDAGOGIA DI ZVARYCHEVSKA

La riforma della Nuova Scuola Ucraina (NUS), avviata dal Ministero dell'Istruzione e della Scienza dell'Ucraina, non è solo un aggiornamento tecnico, ma la codifica istituzionale dei valori per cui Myroslava Zvarychevska ha lottato clandestinamente.
Ecco i punti di contatto tra la visione "militante" di Zvarychevska e i pilastri della riforma NUS:

1. Dalla "Scuola della Conoscenza" alla "Scuola per la Vita"
Zvarychevska: Sosteneva che studiare la filologia fosse inutile se non formava un uomo libero. La conoscenza doveva essere uno strumento di autocoscienza.
NUS: La riforma sostituisce l'accumulo di nozioni con le 10 competenze chiave, tra cui la consapevolezza culturale e la competenza civica. L'obiettivo è formare un individuo capace di applicare il sapere per risolvere problemi reali e difendere i propri diritti.

2. La Pedagogia del Partenariato (Pedahohika partnerstva)
Zvarychevska: Rifiutava il modello verticale sovietico (docente-dittatore). Creava circoli di discussione basati sulla fiducia e sul rispetto reciproco, dove l'insegnante era una guida morale, non un inquisitore.
NUS: È il cuore della riforma. Prevede un triangolo di collaborazione tra insegnante, studente e genitori. Il docente diventa un facilitatore (mentor) che rispetta la dignità e l'unicità di ogni bambino, proprio come faceva Myroslava nelle sue lezioni private dopo il carcere.

3. Educazione ai Valori e Integrità
Zvarychevska: Insegnava che non esiste istruzione senza etica. Il suo motto implicito era: "Vivi nella verità".
NUS: La riforma pone l'accento sull'educazione ai valori (vychovannia na tsinnostiakh). Non si tratta di propaganda, ma di sviluppare integrità, onestà e responsabilità verso la comunità. La biografia di Zvarychevska è oggi usata come caso studio per illustrare cosa significhi l'integrità in tempi di crisi.

4. Centratura sull'Allievo (Child-Centeredness)
Zvarychevska: Seguendo la tradizione di Skovoroda, mirava al "cuore" dello studente, cercando di risvegliare la sua inclinazione naturale (srodna pratsya).
NUS: Implementa l'approccio orientato al bambino, adattando i metodi di insegnamento ai bisogni individuali e ai ritmi di apprendimento, superando l'uniformità forzata del passato.

5. L'Autonomia dell'Insegnante
Zvarychevska: Nonostante i divieti del KGB, ha esercitato una libertà pedagogica assoluta, scegliendo programmi e testi (spesso Samvydav) che riteneva giusti.
NUS: Garantisce legalmente ai docenti l'autonomia accademica, permettendo loro di creare i propri materiali didattici e scegliere i metodi più efficaci, incoraggiando la creatività che il regime sovietico cercava di sopprimere.

Se Myroslava Zvarychevska ha dovuto operare "fuori" dal sistema per restare fedele a questi principi, la Nuova Scuola Ucraina ha reso quegli stessi principi la legge dello Stato.



ATTUALITA' DELLA PEDAGOGIA DEL PARTENARIATO

Durante l'attuale stato di guerra, la "Pedagogia del Partenariato" (Pedahohika partnerstva) della Nuova Scuola Ucraina (NUS) ha smesso di essere solo una teoria didattica per diventare un protocollo di sopravvivenza emotiva e sociale.
Il legame con l'eredità di Myroslava Zvarychevska è evidente: come lei insegnava la dignità sotto la repressione del KGB, i docenti odierni applicano il partenariato per mantenere l'umanità sotto i bombardamenti.

1. Il Triangolo di Fiducia: Docente-Studente-Genitore
In tempo di guerra, il confine tra scuola e casa è svanito. Il partenariato si manifesta in:
Supporto Psicologico Condiviso: Gli insegnanti non sono più solo trasmettitori di nozioni, ma facilitatori di resilienza. Collaborano con i genitori per monitorare lo stato emotivo dei bambini nei rifugi antiaerei.
Flessibilità Totale: Il partenariato permette di adattare gli orari e i compiti alle interruzioni di corrente (blackout) o agli allarmi aerei, mettendo il benessere psicologico prima del programma ministeriale.

2. La Scuola nel Rifugio (Pedagogia della Resilienza)
Con lo slogan "L'istruzione è la nostra difesa", le scuole applicano i principi NUS anche negli scantinati:
Apprendimento Cooperativo: Nei rifugi si privilegiano attività di gruppo che riducono l'ansia. Il docente agisce come un "leader emotivo", seguendo l'esempio di integrità morale della Zvarychevska: restare calmi e presenti è la prima lezione di civismo.
Digitalizzazione e Continuità: Attraverso piattaforme come la Scuola Online di Tutta l'Ucraina, il partenariato si estende ai rifugiati all'estero, mantenendo il legame con la lingua e la cultura nazionale.

3. Educazione al Volontariato e Cittadinanza Attiva
Il partenariato NUS spinge la scuola fuori dalle mura dell'edificio:
Progetti Comuni: Studenti, insegnanti e genitori collaborano in reti di volontariato, cucendo reti mimetiche o raccogliendo aiuti. Questo trasforma la "teoria" della cittadinanza di Zvarychevska in pratica quotidiana.
Dialogo sulla Verità: Come Myroslava usava i classici per spiegare la libertà, oggi i docenti usano il dialogo aperto per aiutare i ragazzi a elaborare le notizie di guerra, proteggendoli dalla disinformazione.

4. Il Ruolo del Docente come "Custode"
Oggi l'insegnante ucraino incarna il ruolo di guida morale che fu della Zvarychevska. Il partenariato significa che il docente "si prende cura" della personalità dell'allievo, riconoscendo che l'istruzione è l'unico strumento per garantire un futuro ai "non ancora nati" di Shevchenko.

La riforma NUS ha fornito la struttura democratica, ma la guerra ha riempito quella struttura con lo spirito di resistenza ereditato dai Sessantini.



CONCLUSIONI

Oggi la filosofia del cuore di Skovoroda e la resistenza civile di Myroslava Zvarychevska ci ricordano che l'educazione non è mai un atto neutro, ma una scelta quotidiana di libertà e integrità.
Mentre la Nuova Scuola Ucraina (NUS) istituzionalizza questi valori, il messaggio di Myroslava Zvarychevska continua a vivere in ogni insegnante che mette la dignità dello studente al centro del proprio lavoro, trasformando la cultura in uno scudo contro l'oppressione e formando cittadini ucraini liberi, consapevoli e responsabili.







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Nota:

ARCHEOLOGIA DELLA MEMORIA UCRAINA

Dopo l'indipendenza del 1991, l'Ucraina ha avviato un imponente lavoro di archeologia della memoria per recuperare le voci dei Sessantini, precedentemente cancellate o distorte dagli archivi del KGB.
La digitalizzazione delle testimonianze su Myroslava Zvarychevska e il suo circolo avviene oggi attraverso tre canali principali:

1. Il Museo virtuale del Movimento Dissidente
Il progetto più autorevole è curato dal Gruppo di Protezione dei Diritti Umani di Kharkiv (KHPG), che ha creato il Museo virtuale del movimento dissidente in Ucraina.
Contenuti: Il portale ospita la biografia dettagliata di Zvarychevska, i verbali dei suoi interrogatori e, soprattutto, le interviste audio e video ai suoi colleghi e allievi.
Obiettivo: Trasformare le carte polverose della repressione in storie di vita, rendendo accessibile a chiunque il "dietro le quinte" delle lezioni clandestine.

2. L'Archivio Digitale del KGB (SBU)
L'Ucraina è stata uno dei primi paesi ex-sovietici ad aprire completamente gli archivi dei servizi segreti (SBU).
Documentazione: Attraverso il portale Electronic Archive of the Ukrainian Liberation Movement, sono stati digitalizzati i dossier sull'operazione contro i Sessantini del 1965.
Valore Pedagogico: Questi documenti mostrano come il regime monitorasse ossessivamente le lezioni di Myroslava, confermando paradossalmente la potenza del suo metodo educativo come minaccia al totalitarismo.

3. Territorio del Terrore e Musei Locali
A Leopoli, città dove Myroslava ha operato e dove è stata arrestata, il Museo Memoriale "Territorio del Terrore" svolge un ruolo cruciale.
Storia Orale: Il museo gestisce un archivio di storia orale dove i sopravvissuti alle repressioni raccontano l'impatto umano della pedagogia di Zvarychevska.
Mostre Interattive: Utilizzano codici QR e installazioni multimediali per permettere agli studenti moderni di "ascoltare" i versi di Shevchenko e Skovoroda con la voce di chi li usava per resistere in cella.

4. Integrazione nella "Nuova Scuola Ucraina" (NUS)
Questi materiali digitalizzati non restano chiusi nei musei: il Ministero dell'Istruzione incoraggia gli insegnanti a utilizzare i database del Samvydav come fonti primarie durante le lezioni di storia e letteratura. Questo permette agli studenti di oggi di studiare la "Pedagogia della Libertà" direttamente dai documenti che il regime cercò di distruggere.

In sintesi, la tecnologia ha permesso a Myroslava Zvarychevska di continuare a insegnare ben oltre la sua scomparsa, trasformando la sua resistenza privata in un patrimonio pubblico digitale.










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